Che cos’è e di cosa si occupa la Polizia Postale
Il nome istituzionale della specialità è Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. La sua attività non riguarda soltanto i computer: protegge persone, dati, comunicazioni, sistemi di pagamento e servizi essenziali dagli usi criminali delle tecnologie.
Le principali aree di intervento comprendono:
- Phishing, smishing, false telefonate bancarie e sottrazione di credenziali
- Frodi negli acquisti, nelle vendite e nelle prenotazioni online
- Accessi abusivi a caselle e-mail, profili social, sistemi informatici e reti aziendali
- Furto e utilizzo illecito dell’identità digitale
- Ransomware, attacchi DDoS, malware ed estorsioni informatiche
- Cyberstalking, minacce, molestie e diffusione illecita di immagini intime
- Adescamento online, abusi sessuali sui minori e diffusione di materiale CSAM
- Cyberterrorismo e attacchi contro infrastrutture critiche informatizzate
- Reati finanziari commessi attraverso piattaforme, conti di pagamento e criptovalute
Per ricostruire i fatti, gli investigatori possono acquisire e analizzare chat, intestazioni delle e-mail, registri di accesso, indirizzi IP, URL, dati di pagamento e dispositivi.
Questi elementi devono essere collegati tra loro e acquisiti nel rispetto delle procedure: un singolo indirizzo IP o un profilo online non dimostrano sempre, da soli, chi abbia materialmente commesso il reato.
Quando rivolgersi alla Polizia Postale
La Polizia Postale può essere contattata quando un episodio presenta una possibile rilevanza penale o richiede accertamenti tecnici.
La banca, il gestore telefonico, la piattaforma o il fornitore del servizio devono comunque essere avvisati per bloccare pagamenti, SIM, account e contenuti.
| Situazione | Azione immediata | A chi rivolgersi |
|---|---|---|
| Bonifico o pagamento fraudolento | Chiedere subito blocco, richiamo o contestazione dell’operazione | Banca o emittente della carta, poi Polizia di Stato o Carabinieri |
| Credenziali bancarie comunicate | Bloccare l’operatività e cambiare le credenziali da un dispositivo affidabile | Banca e forze di polizia |
| Account social o e-mail violato | Avviare il recupero, chiudere le sessioni e attivare l’autenticazione a più fattori | Piattaforma; forze di polizia in caso di ricatto, frode o uso illecito |
| Acquisto o vendita online fraudolenti | Conservare annuncio, chat, profilo, ricevuta e dati del pagamento | Piattaforma, banca e forze di polizia |
| Stalking, minacce o immagini intime diffuse senza consenso | Non cancellare i messaggi e non cedere alle richieste dell’autore | 112 se il rischio è immediato; altrimenti Polizia di Stato o Carabinieri |
| Adescamento di un minore | Interrompere il contatto senza distruggere le prove | 112 in caso di pericolo; Polizia Postale negli altri casi |
| Contenuti di abuso sessuale su minori | Non scaricare, inoltrare o condividere il materiale | Segnalare URL, account e piattaforma alla Polizia Postale |
| Ransomware o attacco aziendale | Isolare i sistemi coinvolti senza cancellare log e tracce | Responsabili di sicurezza, Polizia Postale e, quando previsto, CSIRT Italia |
Non esiste un unico numero nazionale della Polizia Postale destinato a tutte le pratiche ordinarie. Il 112 deve essere utilizzato per le emergenze, mentre i recapiti degli uffici competenti vanno cercati sui portali ufficiali della Polizia di Stato e delle Questure.
Segnalazione online, denuncia e querela: quali differenze
Uno degli intenti di ricerca più frequenti riguarda la possibilità di presentare una denuncia online alla Polizia Postale.
È importante distinguere i diversi strumenti.
- La segnalazione comunica un contenuto, un account, un sito o un comportamento sospetto. Può contribuire agli approfondimenti, ma non equivale necessariamente a una denuncia.
- La denuncia informa l’autorità di un fatto che potrebbe costituire reato.
- La querela contiene anche la richiesta della persona offesa di procedere per un reato perseguibile a querela.
Il Commissariato di P.S. online permette di consultare approfondimenti e utilizzare i servizi telematici disponibili.
L’invio di una segnalazione dal portale non deve però essere considerato, in ogni situazione, sostitutivo della formalizzazione presso un ufficio di polizia. Se un servizio consente la precompilazione telematica di un atto, occorre seguire le istruzioni indicate per l’eventuale conferma o sottoscrizione.
La denuncia o la querela possono essere presentate alla Polizia di Stato o ai Carabinieri, anche quando l’ufficio scelto non appartiene specificamente alla Polizia Postale.
Non è opportuno attendere: i termini variano in base al reato e alle circostanze e, in numerosi casi, la rapidità facilita sia la tutela della vittima sia la conservazione delle prove.
Quali prove portare
La documentazione utile può comprendere:
- URL completo del sito, dell’annuncio o del profilo
- Screenshot integri, possibilmente con data, ora e barra degli indirizzi visibile
- E-mail originale ed eventuali intestazioni tecniche
- Esportazione delle chat, messaggi vocali e numeri telefonici
- Nome utente, identificativo del profilo e link alla pagina
- IBAN, ricevute, estratti delle operazioni e dati del beneficiario
- Identificativo di una transazione in criptovaluta
- Cronologia dei contatti con banca, piattaforma o operatore telefonico
- Breve ricostruzione cronologica degli eventi
Gli screenshot sono utili, ma non sempre sufficienti. Quando possibile è opportuno conservare anche i file originali, le e-mail in formato nativo e le conversazioni esportate.
Non bisogna modificare i documenti né installare applicazioni suggerite dal presunto operatore che ha contattato la vittima.
In presenza di materiale relativo ad abusi sessuali su minori non si deve scaricare o inoltrare il contenuto per creare una copia. È sufficiente annotare URL, account, piattaforma, data e circostanze della visualizzazione e rivolgersi immediatamente alle autorità.
Cosa fare subito dopo una truffa online
La rapidità è decisiva soprattutto quando la vittima ha effettuato un bonifico, comunicato i dati della carta o autorizzato l’accesso remoto al dispositivo.
- Contattare la banca usando esclusivamente il numero presente sul sito ufficiale, sull’app o sulla carta.
- Bloccare carta, conto o operazione e chiedere se sia possibile richiamare il bonifico o contestare il pagamento.
- Interrompere l’accesso remoto e disinstallare eventuali applicazioni solo dopo aver annotato nome e circostanze; nei casi aziendali è preferibile seguire le indicazioni dei tecnici forensi.
- Cambiare le password da un dispositivo affidabile, iniziando dall’e-mail principale e dai servizi finanziari.
- Disconnettere le sessioni attive e attivare l’autenticazione a più fattori.
- Avvisare il gestore telefonico se si sospetta una duplicazione della SIM o un trasferimento illecito del numero.
- Conservare le prove e formalizzare l’episodio presso la Polizia di Stato o i Carabinieri.
La denuncia non garantisce automaticamente il recupero del denaro.
Un intervento immediato può però consentire alla banca di verificare l’operazione prima che le somme siano trasferite su altri conti, convertite in criptovalute o prelevate.
Come è organizzata la Polizia Postale
Dall’11 maggio 2024 la specialità opera attraverso un assetto aggiornato rispetto alla precedente organizzazione.
Le competenze sono attribuite al Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, inserito nella Direzione centrale per la Polizia scientifica e la sicurezza cibernetica. Il Servizio dirige e coordina l’attività ed è articolato in cinque Divisioni.
Questa configurazione risponde alla crescente complessità della cybercriminalità, spesso caratterizzata da server, pagamenti, autori e vittime collocati in Paesi differenti.
Una frode bancaria e un attacco contro un’infrastruttura strategica richiedono competenze diverse, ma possono entrambi coinvolgere identità false, malware, conti di transito e servizi ospitati all’estero.
L’analisi di dispositivi, reti e comunicazioni affianca quindi le attività investigative tradizionali. La struttura centrale permette di collegare episodi apparentemente separati, coordinare le articolazioni territoriali e attivare la cooperazione internazionale quando le prove oltrepassano i confini nazionali.
I numeri nazionali della Polizia Postale nel 2025
Secondo il bilancio istituzionale riferito al 21 dicembre 2025, la Polizia Postale aveva trattato complessivamente 51.560 casi. Le attività avevano portato a 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni.
Questi dati non coincidono automaticamente con il numero dei singoli reati. Un unico procedimento può coinvolgere più vittime, profili social, caselle e-mail, dispositivi, conti di pagamento e indirizzi di rete.
Allo stesso modo, arresti, denunce e perquisizioni descrivono fasi differenti del procedimento e non equivalgono a sentenze definitive.
Nel 2025 sono state indagate 1.298 persone per reati contro la persona commessi online. Nello stesso ambito sono state eseguite 245 perquisizioni e attivate 477 procedure di codice rosso.
I casi riguardavano soprattutto stalking e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.
La dimensione digitale può amplificare rapidamente l’offesa. Contenuti, messaggi e profili possono essere replicati su numerose piattaforme e rimanere accessibili anche dopo la prima rimozione. Per questo il contrasto combina tempestività, conservazione delle prove, identificazione degli autori e protezione della vittima.
I progetti di prevenzione della Polizia Postale
La prevenzione digitale non si limita alla pubblicazione di avvisi.
La Polizia Postale partecipa a progetti educativi, incontri nelle scuole, campagne contro il cyberbullismo e iniziative dedicate alla sicurezza negli acquisti e nelle prenotazioni online. Date, tappe e partner possono cambiare tra un’edizione e l’altra: per il calendario aggiornato è necessario verificare i portali ufficiali.
Una vita da social
Una vita da social è la campagna educativa itinerante della Polizia di Stato dedicata all’uso consapevole di Internet, social network e strumenti digitali. Gli incontri coinvolgono studenti, insegnanti e genitori e affrontano temi come cyberbullismo, adescamento, protezione dei dati, reputazione digitale e condivisione delle immagini.
Il progetto utilizza anche un mezzo mobile attrezzato che raggiunge scuole e piazze italiane. Il suo valore preventivo consiste nel portare esempi e indicazioni operative nei luoghi frequentati dai ragazzi, superando un approccio basato soltanto sui divieti.
Cuori Connessi
#cuoriconnessi è il progetto sviluppato dalla Polizia di Stato con Unieuro per contrastare cyberbullismo, isolamento e uso violento delle piattaforme digitali. Comprende incontri, testimonianze, materiali didattici e libri scaricabili gratuitamente.
Il progetto mostra le conseguenze personali di insulti, esclusioni, diffusione di immagini e campagne di umiliazione online. Si rivolge non solo alle vittime, ma anche agli spettatori, agli insegnanti e alle famiglie, che possono riconoscere i segnali di disagio e intervenire prima che la situazione si aggravi.
Safer Internet Day e collaborazione con le scuole
In occasione del Safer Internet Day, la Polizia Postale organizza e partecipa a incontri nazionali e territoriali dedicati alla sicurezza in rete. Le attività si collegano al lavoro delle scuole e alle iniziative del Safer Internet Centre italiano Generazioni Connesse.
I Centri e le Sezioni territoriali svolgono inoltre interventi durante l’anno scolastico su phishing, sexting, adescamento, dipendenza dalle piattaforme, rispetto online e protezione dell’identità. Questa presenza continuativa è importante perché le modalità di contatto e i linguaggi utilizzati dagli autori cambiano rapidamente.
Campagne contro le frodi negli acquisti e nelle prenotazioni
La Polizia Postale ha collaborato anche con piattaforme e operatori privati, tra cui marketplace e servizi per le prenotazioni, per diffondere indicazioni contro falsi annunci, pagamenti esterni alle piattaforme e furti di account.
Tra le collaborazioni documentate rientrano iniziative informative con realtà come Subito e Airbnb.
I consigli ricorrenti sono:
- Non spostare la trattativa fuori dalla piattaforma senza una ragione verificabile
- Controllare attentamente il dominio del sito e non soltanto la grafica
- Diffidare da richieste di bonifico urgente o ricarica
- Non comunicare codici OTP, PIN o credenziali
- Usare sistemi di pagamento e assistenza messi a disposizione dal servizio
- Verificare recensioni, condizioni e identità dell’interlocutore senza affidarsi a un solo elemento
Una campagna informativa riduce il rischio, ma non certifica la sicurezza di ogni annuncio o venditore. La verifica deve essere effettuata sulla singola transazione.
Minori, adescamento e contenuti illegali
La tutela dei minori costituisce uno degli ambiti più delicati per la Polizia Postale.
Nel 2025 sono stati gestiti 2.574 procedimenti relativi a materiale pedopornografico e adescamento online. Le attività investigative hanno portato a 222 arresti, mentre oltre 16.500 siti collegati a contenuti Child Sexual Abuse Material sono stati sottoposti a monitoraggio.
L’espressione CSAM identifica materiale che documenta abusi sessuali su minori e ne descrive con maggiore precisione la natura.
Il monitoraggio ha determinato l’inserimento di 2.876 siti in una lista di blocco. L’intervento non riguarda soltanto l’oscuramento: le indagini mirano a individuare chi produce, conserva, scambia o diffonde i contenuti.
L’adescamento può iniziare in ambienti percepiti come ordinari, comprese chat, videogiochi con funzioni sociali e piattaforme di condivisione.
Tra i possibili segnali di rischio rientrano:
- Richieste di mantenere segreta la conversazione
- Tentativi di spostare il dialogo su un canale privato
- Regali digitali o promesse utilizzati per creare dipendenza
- Domande sessuali o richieste di immagini intime
- Minacce di pubblicare materiale già ricevuto
- Profili con età, fotografie o informazioni incoerenti
La prevenzione deve spiegare questi comportamenti senza colpevolizzare il minore. Anche il cyberbullismo richiede ascolto e intervento tempestivo: messaggi, immagini e gruppi digitali possono moltiplicare l’umiliazione e rendere l’offesa persistente.
Il CNAIPIC e la difesa delle infrastrutture critiche
La Polizia Postale protegge anche i sistemi la cui interruzione potrebbe produrre conseguenze rilevanti per la collettività.
Il CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, contrasta le minacce criminali e terroristiche rivolte alle infrastrutture critiche informatizzate.
Il Centro dispone di una sala operativa attiva 24 ore su 24 e svolge attività di intelligence, analisi tecnica e investigazione.
Nel 2025 sono state registrate 9.250 casistiche di attacchi informatici. Il CNAIPIC ha inoltre diramato oltre 49.000 alert, gestito 47 richieste di cooperazione internazionale e identificato circa 169 persone, successivamente deferite.
Il modello operativo comprende quattro componenti collegate:
- Monitoraggio continuo delle minacce rivolte ai sistemi strategici
- Interscambio informativo con enti e organizzazioni interessati
- Analisi tecnica degli attacchi e delle relative tracce
- Cooperazione internazionale nei casi con elementi transnazionali
Un alert non coincide necessariamente con un attacco riuscito. Può segnalare una vulnerabilità, una campagna ostile o un indicatore tecnico e consentire l’avvio di controlli prima che si verifichi una compromissione.
Il CNAIPIC non deve essere confuso con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
La Polizia Postale svolge funzioni di prevenzione e investigazione dei reati; l’ACN opera sul piano della resilienza e della sicurezza cibernetica nazionale e, attraverso CSIRT Italia, gestisce anche specifici flussi di notifica degli incidenti. In caso di attacco aziendale, gli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa possono affiancare la denuncia penale.
Operazioni e casi con risultati concreti
L’espressione caso risolto deve essere utilizzata con cautela. Un arresto, una perquisizione, l’identificazione di un indagato o il sequestro di un’infrastruttura rappresentano risultati investigativi, ma la responsabilità penale definitiva viene stabilita con sentenza.
Tra le operazioni documentate che aiutano a comprendere il lavoro della Polizia Postale rientrano:
| Periodo e operazione | Attività svolta | Risultato operativo |
|---|---|---|
| Febbraio 2024 – Operazione Cronos | Partecipazione del CNAIPIC all’azione internazionale contro il ransomware LockBit | Interruzione di una parte rilevante dell’infrastruttura criminale, sequestro di sistemi e recupero di strumenti utili alla decifratura |
| Ottobre 2024 – Accessi ai sistemi del Ministero della Giustizia | Indagine della Polizia Postale coordinata dalla Procura di Napoli | Arresto cautelare di un 24enne indagato per accessi abusivi a sistemi del Ministero e di altre organizzazioni; acquisizione di dispositivi e tracce digitali |
| 2025 – Azioni PowerOFF | Cooperazione internazionale contro servizi booter e stresser utilizzati per attacchi DDoS a pagamento | Sequestro e disattivazione di piattaforme, identificazione di amministratori e utilizzatori e avvio di attività investigative nei Paesi partecipanti |
| Luglio 2025 – Operazione Eastwood | Azione internazionale contro l’infrastruttura del gruppo hacktivista filorusso NoName057(16), con partecipazione italiana | Disattivazione di oltre cento server e svolgimento di arresti, perquisizioni e mandati in diversi Paesi |
Queste operazioni mostrano tre aspetti ricorrenti. Il primo è la necessità di conservare correttamente log e prove digitali. Il secondo è il collegamento tra infrastrutture tecniche, pagamenti e identità reali. Il terzo è la cooperazione internazionale: malware, server di comando, conti e autori raramente si trovano tutti nello stesso Stato.
Molte indagini relative a vittime individuali, minori o reati contro la persona non vengono descritte pubblicamente in dettaglio. I dati annuali forniscono quindi una visione più completa rispetto ai soli casi che ricevono attenzione giornalistica.
Presenza territoriale e contatti per i cittadini
L’azione della Polizia Postale non dipende soltanto dalle strutture centrali. La riorganizzazione territoriale comunicata nel 2023 prevedeva 18 Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica e 82 Sezioni Operative.
Questa rete collega il coordinamento nazionale ai fenomeni osservati nelle diverse aree del Paese.
Le articolazioni territoriali raccolgono denunce, documenti e informazioni che possono essere confrontati con episodi analoghi. Segnalazioni apparentemente isolate possono condividere numeri di telefono, conti, indirizzi e-mail, domini, infrastrutture o modalità operative.
Per trovare l’ufficio competente è opportuno consultare:
- Il portale della Polizia di Stato
- Il sito della Questura della propria provincia
- Il Commissariato di P.S. online
L’indirizzo istituzionale riportato dal Commissariato online non deve essere interpretato automaticamente come sportello locale aperto al pubblico. Prima di recarsi in una sede è consigliabile verificare recapiti, competenza territoriale e orari sui canali ufficiali.
Domande frequenti sulla Polizia Postale
Esiste un numero di telefono unico della Polizia Postale?
Non esiste un numero nazionale unico destinato a tutte le segnalazioni ordinarie. Per le emergenze bisogna chiamare il 112. Per gli altri casi occorre consultare i recapiti dell’ufficio territoriale sui siti ufficiali della Polizia di Stato e delle Questure.
Si può fare una denuncia completamente online?
Una segnalazione telematica non equivale sempre a una denuncia o a una querela. I servizi disponibili possono consentire l’invio di informazioni o la precompilazione di alcuni atti, ma bisogna seguire le istruzioni per l’eventuale identificazione e formalizzazione presso un ufficio.
La Polizia Postale può recuperare i soldi di una truffa?
Non può garantirlo. Il recupero dipende dal tipo di pagamento, dal tempo trascorso e dai trasferimenti successivi. Contattare immediatamente la banca aumenta la possibilità di bloccare, richiamare o contestare l’operazione.
È possibile fare una segnalazione anonima?
È possibile trasmettere informazioni attraverso i canali disponibili, ma una denuncia o una querela formale richiedono normalmente l’identificazione della persona che presenta l’atto. Una comunicazione anonima può avere un’utilità investigativa più limitata.
Cosa fare se hanno rubato un profilo social?
Bisogna utilizzare la procedura ufficiale di recupero, cambiare la password dell’e-mail collegata, chiudere le sessioni attive e attivare l’autenticazione a più fattori. Se il profilo viene usato per frodi, minacce o richieste di denaro, è opportuno conservare le prove e presentare denuncia. Il caso può rientrare anche nel furto d’identità.
La Polizia Postale può rintracciare un indirizzo IP?
Gli investigatori possono acquisire dati tecnici e informazioni dai fornitori nei casi e con le procedure previste dalla legge. Un indirizzo IP è una traccia utile, ma deve essere collegato a orari, utenze, dispositivi e altri riscontri per attribuire una condotta a una persona.
Come si entra nella Polizia Postale?
In genere non si accede attraverso un concorso separato denominato concorso per la Polizia Postale. Si entra nella Polizia di Stato mediante i concorsi pubblici previsti per i diversi ruoli e si può successivamente essere assegnati o specializzati nel settore cibernetico in base a competenze, formazione e necessità dell’Amministrazione.
Una funzione decisiva per la fiducia digitale
La trasformazione digitale ha ampliato servizi e relazioni, ma ha anche creato nuove opportunità per frodi, estorsioni e aggressioni.
La Polizia Postale opera nel punto in cui tecnologia, sicurezza pubblica e tutela personale diventano inseparabili.
I dati del 2025, con 51.560 casi trattati e 293 arresti, mostrano un’attività estesa dalle frodi quotidiane alla protezione dei minori e delle infrastrutture critiche. Progetti come Una vita da social e #cuoriconnessi completano l’azione investigativa attraverso la prevenzione e l’educazione alla legalità digitale.
Chi rileva una frode deve conservare messaggi, URL, ricevute e dati delle transazioni. Se ha comunicato credenziali, deve cambiare subito le password da un dispositivo affidabile, disconnettere le sessioni attive e abilitare l’autenticazione a più fattori.
In caso di pagamento deve contattare immediatamente la banca; per formalizzare l’episodio deve rivolgersi alla Polizia di Stato o ai Carabinieri portando la documentazione disponibile.
Nota: i dati operativi citati si riferiscono al bilancio della Polizia Postale aggiornato al 21 dicembre 2025. Per numeri successivi e calendario dei progetti è necessario consultare le pubblicazioni ufficiali più recenti.
