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Anna Delvey (Anna Sorokin) la truffatrice più famosa di New York

Anna Delvey (Anna Sorokin) la truffatrice più famosa di New York

Anna Delvey (Anna Sorokin) - la truffatrice più famosa di New York
  • Sara Elia
  • 27 Agosto 2025
  • Criminologia
  • 5 minuti

Anna Delvey e il “fake it until you make it”: fingere finché non ce la fai

La vicenda di Anna Delvey, pseudonimo di Anna Sorokin, ha catturato l’attenzione dei media internazionali trasformandosi in uno dei casi di frode più discussi e affascinanti degli ultimi anni. Fingendosi una giovane ereditiera tedesca, Anna riuscì a ingannare banchieri, albergatori, artisti e membri dell’élite newyorkese, costruendo intorno a sé un’immagine di ricchezza e prestigio che in realtà non esisteva.

La sua abilità nel manipolare le percezioni e nel muoversi tra i circoli esclusivi di Manhattan l’ha resa una figura emblematica, tanto da ispirare libri, podcast e una celebre serie Netflix che hanno contribuito a renderla un’icona pop della truffa contemporanea.

Nei prossimi paragrafi scopriremo chi era davvero Anna Delvey, come ha messo in atto le sue frodi (la filosofia “fake it until you make it“) e perché la sua storia continua ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.

 
Indice
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Chi è Anna Delvey

Anna Sorokin nasce il 23 gennaio 1991 a Domodedovo, una cittadina a a sud di Mosca, nell’ex Unione Sovietica. Cresce in una famiglia della piccola borghesia russa: il padre, Vadim Sorokin, possiede una piccola impresa di climatizzazione mentre la madre lavora come casalinga. Nonostante le risorse limitate, i genitori cercano di offrire alla figlia una vita stabile piena di affetto.
 
Nel 2007, la famiglia si trasferisce in Germania, stabilendosi a Eschweiler, dove Anna frequenta un liceo cattolico ma si sente molto differente dai suoi coetanei ed insoddisfatta del contesto provinciale in cui vive.
Inizia così a 
nascere in lei il desiderio di una vita più glamour, alimentato dalle riviste di moda che legge. Nel 2011 si trasferisce a Londra per studiare alla scuola d’arte Central Saint Martins per poi abbandonare gli studi dopo pochi mesi, lamentandosi della rigidità del sistema accademico e l’impossibilità di emergere.
 
Decide quindi di trasferirsi a Parigi, dove inizia uno stage presso la rivista di moda Purple ed è proprio in questo contesto che Anna comincia a plasmare il personaggio di “Anna Delvey, la ricca ereditiera”.
Il suo stile si fa sempre più curato ed elegante, inizia a parlare di origini nobili e fortune familiari in Germania (ricchezza inesistente) ed impara l’importanza del “fare network”: capire chi conoscere, come comportarsi e dove farsi vedere.

I primi inganni

Nel 2013 Anna Delvey abbandona il ruolo di stagista e si trasferisce a New York dove si presenta come una giovane ereditiera tedesca, figlia di un magnate dell’industria europea con un fondo fiduciario da 60 milioni di dollari, in arrivo in visita nella Grande Mela per aprire la sua esclusiva fondazione artistica.
 
Di certo Anna Delvey-Sorokin possiede una grande intelligenza sociale, un carisma magnetico e la capacità di recitare il ruolo di falsa ereditiera con una sicurezza disarmante.
Inizia così una sofisticata serie di truffe orchestrate con freddezza e metodo.
 
Anna Delvey soggiorna in hotel di lusso, come il 11 Howard, il W Hotel e il Beekman Hotel, dove paga solo le prime notti con carte di credito prepagate o assegni temporanei.
Quando le strutture richiedono poi il saldo, Anna afferma che il bonifico bancario è già stato inviato, mostrando ricevute false o e-mail costruite ad arte da finti contabili. In alcuni casi riesce a soggiornare per settimane, accumulando migliaia di dollari in servizi, ristorazione, spa e autisti privati, senza versare un centesimo.
 
Allo stesso tempo, Anna inizia a muoversi nel mondo dell’arte. Frequenta gallerie esclusive, eventi con personaggi influenti, e comincia a parlare della creazione di una fondazione privata: la “Anna Delvey Foundation” che sarebbe dovuto sorgere all’interno dello storico Church Missions House di Park Avenue.

Le truffe di Anne Delvey

Ed è proprio per sostenere il suo progetto artistico che Anna Delvey cerca di ottenere finanziamenti per oltre 20 milioni di dollari da banche quali la City National Bank e la Fortress Investment Group.
P
er convincere gli istituti, presenta delle documentazioni false: lettere bancarie ed e-mail da parte di un inesistente “Peter Hennecke”, il suo presunto consulente legale. Inoltre, quando le vengono richiesti degli anticipi, deposita assegni scoperti, che poi però ritira poco dopo.
 
Seguendo questo schema di truffa, riesce persino a convincere una banca a concederle un prestito ponte di 100.000 dollari, dei quali ne utilizza 40.000 per il proprio stile di vita e il resto per continuare le sue frodi.
La truffatrice dai tratti affascinanti non si limita al mondo finanziario: la lista dei creditori comprende ristoranti, boutique, spa, amici e conoscenti.
 
L’episodio che segna la fine della sua rete elaborata di truffe è un viaggio in Marocco con tre amici nel 2017, in un esclusivo resort da 7.000 dollari a notte.
Quando il pagamento viene rifiutato per carte di credito non valide, la falsa ereditiera Anna convince Rachel Williams, una delle partecipanti al viaggio, a usare la propria carta aziendale per coprire le spese.
La ragazza, confusa dalle spiegazioni contraddittorie, acconsente ma alla fine del soggiorno, il conto ammonta a 62.000 dollari, che Anna Delvey non restituisce.
 
Rachel, sentendosi tradita, contatta l’FBI.

L’arresto, il processo e la nuova vita

Dopo essersi nascosta per qualche mese in varie località e aver tentato di prolungare la messinscena entrando in una clinica di disintossicazione in California, Anna Delvey viene arrestata il 3 ottobre 2017 grazie a un’operazione sotto copertura della polizia di New York, con la collaborazione della stessa Rachel Williams.
 
Nel 2019 si apre il processo che catalizza l’attenzione dei media internazionali. Anna si presenta ogni giorno in aula con abiti firmati ed assume un comportamento arrogante e provocatorio.
La giuria la giudica colpevole per otto capi d’accusa, tra cui furto aggravato e frode bancaria e la condanna a 4 di prigione, più una multa da 24.000 dollari e un risarcimento di circa 200.000 dollari.
La “scammer” non mostra mai alcun cenno di rimorso, definendosi anzi un genio nelle varie interviste. Viene rilasciata nel 2021 per buona condotta ed ottiene il permesso di restare a New York agli arresti domiciliari.
 
Ad oggi, Anna Delvey-Sorokin vive in un elegante appartamento a Manhattan ed è sempre sorvegliata da un braccialetto elettronico alla caviglia. Nonostante non possa utilizzare i social, continua a far parlare di sé al pari di un influencer, organizzando eventi culturali nel suo soggiorno, rilasciando interviste e partecipando a progetti artistici tra cui un suo podcast chiamato The Anna Delvey Show.
 
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