Anna Delvey e il “fake it until you make it”: fingere finché non ce la fai
La vicenda di Anna Delvey, pseudonimo di Anna Sorokin, ha catturato l’attenzione dei media internazionali trasformandosi in uno dei casi di frode più discussi e affascinanti degli ultimi anni. Fingendosi una giovane ereditiera tedesca, Anna riuscì a ingannare banchieri, albergatori, artisti e membri dell’élite newyorkese, costruendo intorno a sé un’immagine di ricchezza e prestigio che in realtà non esisteva.
La sua abilità nel manipolare le percezioni e nel muoversi tra i circoli esclusivi di Manhattan l’ha resa una figura emblematica, tanto da ispirare libri, podcast e una celebre serie Netflix che hanno contribuito a renderla un’icona pop della truffa contemporanea.
Nei prossimi paragrafi scopriremo chi era davvero Anna Delvey, come ha messo in atto le sue frodi (la filosofia “fake it until you make it“) e perché la sua storia continua ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.
Chi è Anna Delvey
Inizia così a nascere in lei il desiderio di una vita più glamour, alimentato dalle riviste di moda che legge. Nel 2011 si trasferisce a Londra per studiare alla scuola d’arte Central Saint Martins per poi abbandonare gli studi dopo pochi mesi, lamentandosi della rigidità del sistema accademico e l’impossibilità di emergere.
Il suo stile si fa sempre più curato ed elegante, inizia a parlare di origini nobili e fortune familiari in Germania (ricchezza inesistente) ed impara l’importanza del “fare network”: capire chi conoscere, come comportarsi e dove farsi vedere.
I primi inganni
Quando le strutture richiedono poi il saldo, Anna afferma che il bonifico bancario è già stato inviato, mostrando ricevute false o e-mail costruite ad arte da finti contabili. In alcuni casi riesce a soggiornare per settimane, accumulando migliaia di dollari in servizi, ristorazione, spa e autisti privati, senza versare un centesimo.
Le truffe di Anne Delvey
Per convincere gli istituti, presenta delle documentazioni false: lettere bancarie ed e-mail da parte di un inesistente “Peter Hennecke”, il suo presunto consulente legale. Inoltre, quando le vengono richiesti degli anticipi, deposita assegni scoperti, che poi però ritira poco dopo.
La truffatrice dai tratti affascinanti non si limita al mondo finanziario: la lista dei creditori comprende ristoranti, boutique, spa, amici e conoscenti.
La ragazza, confusa dalle spiegazioni contraddittorie, acconsente ma alla fine del soggiorno, il conto ammonta a 62.000 dollari, che Anna Delvey non restituisce.