Vai al contenuto
  • Master e post laurea
  • Formazione continua
  • Personale della scuola
  • Corsi di laurea
  • Concorsi
  • Servizi aziendali
  • Blog

  • Su UniD Professional
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Assistenza clienti

  • Contattaci
logo prof2019
logo prof2019
numero servizio clienti
logo prof2019logo arancio mobile
Sotto l'header
  • Master e post laurea
  • Formazione continua
  • Personale della scuola
  • Corsi di laurea
  • Concorsi
  • Servizi aziendali
  • Blog

Golden power e vigilanza BCE: differenze e impatti sulle banche

Golden power e vigilanza BCE: differenze e impatti sulle banche

Golden power e vigilanza BCE - differenze e impatti sulle banche
  • Redazione UniD
  • 5 Agosto 2026
  • Notizie giuridiche
  • 7 minuti

Golden power: sovranità economica sotto controllo

Il golden power è diventato uno dei punti più delicati nel rapporto tra Stato, banche e regole europee. Il golden power non riguarda soltanto acquisizioni o fusioni, ma il modo in cui l’Italia difende asset considerati essenziali. Il tema pesa ancora di più quando incontra la vigilanza della BCE, cioè il controllo europeo sulla solidità degli istituti di credito.

Negli ultimi anni, la materia si è allargata ben oltre difesa ed energia. Oggi tocca finanza, assicurazioni, sanità, dati, cybersecurity e tecnologie avanzate.
Per questo il golden power entra spesso nelle operazioni bancarie più rilevanti, soprattutto quando sono in gioco dimensioni, controllo e infrastrutture sensibili.

Tuttavia, la Banca d’Italia, la BCE e la Commissione europea seguono logiche diverse. Il nodo richiama anche il tema della sovranità contabile, perché la tutela nazionale deve convivere con vincoli sovranazionali.

Questo articolo chiarisce la differenza tra poteri speciali e vigilanza prudenziale. Inoltre, spiega perché il caso “UniCredit-Banco BPM” ha acceso lo scontro con Bruxelles e quali effetti può produrre sulle future aggregazioni bancarie.

Indice
Legislazione Bancaria e Finanziaria
Approfondisci il complesso impianto normativo del sistema bancario e finanziario
Scopri di più

Cosa autorizza davvero il golden power

Il golden power nasce per proteggere asset ritenuti essenziali, senza riportare lo Stato nella gestione ordinaria delle imprese.
La base resta il decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, poi modificato più volte per adattarsi a mercati e tecnologie.

Questo impianto ha superato la golden share, usata nelle privatizzazioni degli anni Novanta.
Al suo posto sono arrivati poteri meno proprietari, ma più flessibili. Il Governo può imporre condizioni, prescrizioni o veto su operazioni societarie considerate rilevanti.

In origine, il perimetro comprendeva difesa, sicurezza nazionale, energia, trasporti e comunicazioni. Con il tempo, la tutela si è estesa a finanza, assicurazioni, sanità, alimentare, cybersecurity e intelligenza artificiale.
Per una banca, questo significa che un’aggregazione può essere valutata anche oltre i soli parametri patrimoniali. Se un’acquisizione incide su controllo, dati, infrastrutture di pagamento o credito alle imprese, il golden power assume una funzione politico-amministrativa.

Proprio questa ampiezza, però, crea attrito con le regole europee.
Nel campo della cybersecurity, ad esempio, un’acquisizione da parte di un soggetto straniero può essere bloccata se ritenuta una minaccia alla sicurezza nazionale. Il punto pratico è chiaro: i settori strategici non coincidono sempre con le competenze bancarie già affidate all’Unione.

Da qui nasce la tensione tra protezione degli interessi nazionali e rispetto delle norme europee. Per questo il golden power resta un tema insieme politico, giuridico e istituzionale.

Logica prudenziale del golden power europeo

La vigilanza bancaria europea segue una logica diversa dal golden power.
Non tutela un interesse nazionale specifico, ma valuta stabilità, capitale, liquidità e governance degli intermediari. La BCE (Banca Centrale Europea) agisce dentro il Meccanismo di Vigilanza Unico, che le assegna la supervisione diretta degli istituti più rilevanti.

Nell’area Euro, questo sistema riguarda circa 123 banche significative, pari a circa l’82% degli attivi bancari. La prospettiva è prudenziale: l’obiettivo non è decidere se un’operazione sia politicamente desiderabile, ma verificare se il nuovo gruppo resta solido.
La differenza emerge chiaramente nelle fusioni bancarie.
La BCE osserva la capacità dell’intermediario di reggere dopo l’operazione. Il golden power, invece, può considerare anche effetti strategici nazionali, come la continuità di funzioni critiche o l’impatto su infrastrutture sensibili.

Ecco i principali profili prudenziali:

  • Capitale disponibile dopo l’operazione straordinaria
  • Qualità degli attivi e crediti deteriorati
  • Continuità dei servizi bancari essenziali
  • Adeguatezza degli organi di governo societario

La vigilanza, quindi, misura il rischio rispetto a norme comuni.
Non sostituisce una valutazione politica, ma la rende più delicata quando lo Stato interviene su una banca già vigilata dalla BCE. Per questo ogni sovrapposizione diventa sensibile.

Se il golden power condiziona una banca significativa, il confine istituzionale deve essere definito con precisione. Altrimenti, la stessa operazione rischia di essere letta in modo diverso da Roma, Francoforte e Bruxelles.

Conflitto nel dossier UniCredit-Banco BPM e golden power

Il caso dell’Offerta Pubblica di Scambio tra UniCredit e Banco BPM ha reso visibile la tensione tra golden power e competenze europee.
Il 21 novembre 2025 la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione formale contro l’Italia.

Secondo Bruxelles, l’applicazione dei poteri speciali nel settore bancario potrebbe sovrapporsi alla vigilanza BCE.
Inoltre, potrebbe limitare libertà fondamentali del mercato unico, come la libertà di stabilimento e la circolazione dei capitali.

La cornice è quella dell’Unione bancaria, costruita per ridurre decisioni nazionali divergenti su banche attive nel mercato unico.
Bruxelles ha richiamato possibili violazioni del regolamento sul Meccanismo di vigilanza unico, della direttiva sui requisiti patrimoniali e degli articoli 49 e 63 del TFUE.

Il percorso era già iniziato il 14 luglio 2025, con una lettera nel dialogo informale EU Pilot. L’Italia ha risposto il 12 agosto. Dopo la costituzione in mora, Roma ha avuto due mesi per fornire chiarimenti.

Il dato decisivo è che la contestazione non riguarda soltanto una singola operazione. Punta alla compatibilità generale della normativa italiana con l’assetto europeo. In altre parole, il dossier UniCredit-Banco BPM diventa il banco di prova di un equilibrio più ampio.

Il golden power resta uno strumento nazionale, ma deve misurarsi con un settore bancario ormai integrato. Quando una banca opera nel mercato unico, le decisioni interne possono produrre effetti oltre i confini italiani.

La possibile correzione normativa italiana

La risposta italiana ha cercato di ridurre l’area grigia tra golden power e vigilanza europea.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato una risposta nelle sedi competenti e una modifica normativa. L’obiettivo dichiarato è chiarire quando lo Stato può intervenire.

La distinzione è rilevante soprattutto nelle banche.
Ogni ritardo può incidere su mercato, prezzo dell’operazione e aspettative degli azionisti. Una procedura incerta non pesa solo sui rapporti istituzionali, ma anche sulla valutazione economica dell’aggregazione.

Il 30 dicembre 2025 è stato predisposto un emendamento al decreto Transizione 5.0. La proposta prevede l’attivazione dei poteri speciali su banche e assicurazioni solo dopo il pronunciamento delle autorità europee competenti.

In concreto, la BCE si esprimerebbe sui profili prudenziali.
La Commissione Europea valuterebbe invece gli aspetti concorrenziali. Il golden power resterebbe disponibile, ma entrerebbe in scena dentro una sequenza più ordinata e leggibile.

Per l’ordinamento bancario, questo modello riduce il rischio di doppie valutazioni incoerenti. Inoltre, segnala ai mercati che la tutela nazionale deve convivere con procedure prevedibili. Il punto è particolarmente importante nelle fusioni transfrontaliere e nei grandi consolidamenti domestici.

La correzione normativa non elimina il potere dello Stato.
Prova piuttosto a inserirlo in un percorso capace di rispettare la supervisione europea, senza rinunciare alla protezione degli interessi considerati essenziali.

Effetti operativi per istituti e investitori

Per le banche, il golden power non è soltanto un tema giuridico.
Incide su tempi, strategie, comunicazioni al mercato e dialogo con le autorità. Un consiglio di amministrazione che valuta un’acquisizione deve tenere insieme autorizzazioni europee, notifiche nazionali e possibili prescrizioni.

Se una condizione arriva tardi, può modificare il valore economico dell’operazione. Inoltre, gli investitori leggono l’incertezza regolatoria come un fattore di rischio. La questione, quindi, entra direttamente nella gestione finanziaria e nella credibilità industriale del progetto.

La funzione compliance diventa centrale, perché traduce norme diverse in un calendario decisionale. In una OPS bancaria, per esempio, il team legale deve coordinare documenti per BCE, autorità di mercato e Governo.

Il golden power può chiedere impegni su sedi operative, funzioni critiche o continuità del credito. La vigilanza BCE, invece, osserva capitale, liquidità e sostenibilità del nuovo gruppo. Sono due letture diverse, ma non necessariamente incompatibili.

Possono convivere solo se restano separate con precisione. Per il mercato dei capitali, la prevedibilità vale quasi quanto il contenuto della decisione. Un quadro chiaro riduce premi al rischio e rende più credibili le aggregazioni bancarie italiane.

Anche la trasparenza procedurale diventa un elemento competitivo.
Sapere chi decide, quando decide e su quali profili permette agli operatori di valutare meglio costi, tempi e probabilità di successo.

Il confine che decide la credibilità del sistema

Il golden power mostra quanto sia complesso difendere interessi strategici in un sistema finanziario integrato.
La protezione nazionale non è un residuo del passato, ma non può funzionare come eccezione permanente. Nelle banche, la stabilità dipende da capitale, fiducia e regole comuni.

Per questo la sovranità economica deve misurarsi con l’integrazione europea, senza trasformarsi in conflitto istituzionale.
La vicenda del 2025 chiarisce un passaggio decisivo: lo Stato può avere ragioni legittime, ma deve esercitarle dentro una sequenza compatibile con la vigilanza BCE.

Se la riforma annunciata renderà più ordinato il rapporto tra autorità nazionali ed europee, il sistema guadagnerà certezza.
Non sparirà il dissenso, ma diventerà più leggibile. La vera posta in gioco non è scegliere tra Roma e Francoforte.

È costruire una governance bancaria capace di proteggere ciò che conta, senza indebolire il mercato che la sostiene. Lo dimostra anche la gestione delle crisi bancarie, come quella del 2018, dove la cooperazione istituzionale ha evitato il collasso di importanti intermediari.

In questo contesto, una comunicazione chiara tra autorità resta cruciale per mantenere la fiducia di investitori e cittadini. Solo con dialogo costante e visione condivisa tra giurisdizioni, l’Europa può aspirare a un sistema finanziario robusto e resiliente.

Scopri altri corsi di Laurea, i nostri Master e corsi di alta formazione
Disability Manager
Scopri il corso online riconosciuto MIM
Scopri di più
Prevenire il burnout
Scopri il corso online riconosciuto MIM
Scopri di più
Condividi su
Facebook
LinkedIn
Email
WhatsApp
Scritto da
Picture of Redazione UniD
Redazione UniD
Il gruppo di esperti interni dedicato all’aggiornamento tecnico e alla formazione specialistica. La redazione analizza costantemente l’evoluzione del sistema scolastico e normativo, nonché le novità sui concorsi pubblici, per offrire approfondimenti nei settori legislativi, della sicurezza informatica e delle professioni tecniche e legali. Attraverso contributi focalizzati sulla conformità, sulla criminologia, sulla gestione della qualità e sull’acquisizione di crediti formativi obbligatori, supporta professionisti, consulenti e aziende nel mantenimento e nello sviluppo delle competenze necessarie per operare in modo professionale.
Categorie
Categorie
  • Concorsi (120)
  • Criminologia (263)
  • Cyber Security – Cybercrime – Frodi online (48)
  • Diritto informatico (104)
  • Guide (309)
  • News (238)
  • Notizie giuridiche (228)
  • Professioni (258)
  • Scuola e università (231)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi i nostri migliori articoli, contenuti gratuiti, offerte riservate e tanto altro!

google news

Ricevi le nostre notizie da Google News

Seguici
Master e corsi di alta formazione
UNID PROFESSIONAL
  • Master e post laurea
  • Formazione continua
  • Formazione docenti
  • Corsi di laurea
  • Concorsi
  • Servizi aziendali
  • Termini e Condizioni
CONTATTI

Via degli Aceri, 14
47890 Gualdicciolo (RSM)
0549.980007
info@unidprofessional.com
Chi siamo | Sedi | Contatti
Lavora con noi | Redazione

CONSIGLIA AD UN AMICO

Iscriviti alla Newsletter

Sicurezza negli acquisti online
Paga da 3 fino a 36 rate con: PayPal, Alma, HeyLight. Paga in unica soluzione con: Carta di Credito, Apple Pay, Google Pay o Bonifico Bancario.

pagamenti accettati
© Copyright 2026 - UNID S.r.l. - Codice Operatore Economico: SM22747 - Via degli Aceri, 14 - 47890 Gualdicciolo (RSM)
logo prof2019logo arancio mobile
Gestisci la tua privacy
Utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e per mostrare annunci (non) personalizzati. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistiche
The technical storage or access that is used exclusively for statistical purposes. L'archiviazione tecnica o l'accesso utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, un'adesione volontaria da parte del tuo fornitore di servizi Internet o registrazioni aggiuntive da parte di terzi, le informazioni archiviate o recuperate solo per questo scopo di solito non possono essere utilizzate per identificarti.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Gestisci opzioni
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Torna in alto