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Il maxi-riciclaggio e le frodi BEC scam dell’influencer Ramon Abbas

Il maxi-riciclaggio e le frodi BEC scam dell’influencer Ramon Abbas

Ramon Abbas
  • Sara Elia
  • 29 Novembre 2025
  • Criminologia
  • 4 minuti

Il sistema di frodi BEC e riciclaggio milionario di Ramon “Hushpuppi” Abbas

Ramon Abbas, conosciuto nel mondo dei social come Hushpuppi, è diventato il simbolo di come un’immagine accuratamente costruita online possa mascherare un vero e proprio impero criminale internazionale. Con milioni di follower, post patinati e uno stile di vita da miliardario, Abbas incarnava la figura dell’influencer di successo. In realtà, dietro auto di lusso, jet privati e shopping sfrenato si nascondeva una delle più sofisticate reti di frodi digitali degli ultimi anni.

Il suo profilo Instagram non era soltanto una vetrina per ostentare ricchezza, ma un mezzo strategico per costruire credibilità, reclutare complici e facilitare operazioni di riciclaggio. È in questo contesto che Ramon Abbas è riuscito a trasformare i social in un potente strumento per orchestrare truffe informatiche globali, in particolare le frodi BEC (Business Email Compromise), che hanno colpito aziende e istituzioni in diversi Paesi.

In questo articolo analizziamo come un influencer apparentemente inoffensivo sia riuscito a utilizzare Instagram per sostenere un sistema di frode internazionale, quali tecniche impiegava e come le indagini hanno portato alla sua cattura. Un caso che mostra quanto sia sottile il confine tra immagine digitale e realtà.

Indice
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Chi è Ramon Abbas

Ramon Abbas nasce nel 1982 a Lagos, in Nigeria, in un quartiere popolare molto povero. Fin da giovane sogna di riscattarsi, lasciare alle spalle la miseria ed ottenere ricchezza, fama e rispetto.
 
Decide quindi di trasferirsi a Dubai, dove la sua vita cambia radicalmente. Nella metropoli del lusso, infatti, costruisce la sua seconda identità presentandosi come un “self-made man” Hushpuppi, uomo di successo che è riuscito a farcela pur partendo da un contesto disagiato.
 
Per rendere credibile questa sua nuova immagine, inizia a pubblicare su Instagram, immagini di jet privati, champagne costosi, hotel a cinque stelle e auto di superlusso. La sua estetica richiama quella dei rapper americani e diventa in breve tempo simbolo di successo e riscatto per molti giovani africani, raggiungendo oltre due milioni di follower.
 
Le autorità, però, iniziano presto a sospettare che dietro quella facciata sfarzosa si nasconda qualcosa di più oscuro. Seconda alcune indagini dell’FBI, infatti, i suoi post sono un mezzo di comunicazione per reclutare complici di attività illegittime.
 
Per questo motivo, a partire dal 2019, le agenzie federali americane cominciano a monitorare da vicino i suoi movimenti, incrociando dati bancari, chat criptate e testimonianze di altre indagini internazionali. Tutto conduce a un’unica direzione: una rete globale di frodi digitali e riciclaggio di denaro.

Le frodi digitali e il maxi-riciclaggio internazionale di Ramon Abbas

Le accuse contro Ramon Abbas ruotano attorno a un complesso sistema di Business Email Compromise (BEC scam), una tipologia di truffa informatica che prende di mira aziende e istituzioni in tutto il mondo.
 
Il meccanismo è semplice: i criminali violano o imitano account di posta elettronica aziendali per indurre impiegati o dirigenti a trasferire fondi verso conti bancari controllati da loro. Per colpire, la rete agisce attraverso documenti falsificati, identità multiple, uso di VPN e software di anonimizzazione.
Le indagini delle FB riscontrano che Hushpuppi è uno dei principali coordinatori di queste operazioni. Nello specifico, si occupa di:
 
  • gestire le transazioni;
  • connettere i gruppi di hacker ai riciclatori di denaro;
  • fornire istruzioni su come muovere i fondi attraverso conti di comodo, società fittizie e criptovalute;
  • istruire i nuovi membri su come evitare i controlli internazionali.
Uno dei casi più emblematici riguarda un tentativo di frode da oltre 1,1 milioni di dollari ai danni di una scuola in Qatar. L’istituto, che stava cercando di costruire un nuovo complesso scolastico, era stato ingannato da false email che simulavano comunicazioni con un appaltatore. Hushpuppi avrebbe orchestrato il piano, ricevendo parte dei fondi attraverso intermediari.
 
Inoltre, le autorità collegano Abbas a una rete di truffe che coinvolge aziende statunitensi, banche europee e società asiatiche, per un totale di decine di milioni di dollari.

Indagini ed arresto

Nel 2021, Ghaleb Alaumary, viene riconosciuto come uno dei suoi complici e si dichiara colpevole di aver aiutato Hushpuppi a riciclare denaro proveniente da diverse operazioni fraudolente.
Quando le prove iniziano ad accumularsi, l’immagine pubblica dell’influencer comincia a incrinarsi. Nonostante ciò, l’uomo continua a pubblicare foto e video da location esclusive, convinto che la sua popolarità lo renda intoccabile.
 
Nel giugno del 2020, dopo mesi di indagini congiunte, la polizia di Dubai, l’Interpol e l’FBI lanciano l’operazione “Fox Hunt 2”, mirata a smantellare la rete criminale di Raman Abbas. Gli agenti fanno irruzione nel suo lussuoso appartamento all’interno del Palazzo Versace, uno dei complessi residenziali più costosi della città.
 
L’operazione porta al sequestro di:
  • oltre 40 milioni di dollari in contanti;
  • 13 auto di lusso;
  • 47 telefoni e computer;
  • oltre 100.000 documenti digitali contenenti dati di migliaia di potenziali vittime.
Dopo l’arresto, Hushpuppi viene estradato negli Stati Uniti, dove viene accusato di cospirazione per riciclaggio di denaro e frode telematica.
Il Dipartimento di Giustizia afferma che la rete di Abbas ha accumulato somme di decine di milioni di dollari, ottenute attraverso truffe informatiche portate avanti sui social media grazie ad un uso ingannevole della comunicazione digitale e sfruttando la fiducia e la vulnerabilità delle vittime.

Processo e condanna

Nel luglio 2021, davanti al tribunale federale di Los Angeles, Ramon Abbas si dichiara colpevole di aver partecipato a un vasto schema di frode e riciclaggio di denaro. Ammette di aver facilitato transazioni fraudolente e di aver aiutato altri a occultare fondi ottenuti illegalmente.
 
Nel novembre 2022, viene condannato a 11 anni e 3 mesi di carcere federale e a restituire 1,7 milioni di dollari alle vittime. Il Dipartimento di Giustizia sottolinea inoltre come Hushpuppi abbia utilizzato la sua influenza sui social media per creare un’immagine di successo basata su crimini.
 
Come è evidente, la sentenza mette fine a un’indagine durata anni, ma lascia aperta una riflessione più ampia. Il suo caso evidenzia il confine sempre più labile tra l’apparenza e la realtà nel mondo digitale, dove la ricchezza esibita diventa spesso sinonimo di successo, anche quando si fonda sull’inganno
Le reazioni internazionali sono contrastanti: molti ex follower si dicono scioccati, altri lo considerano una vittima della pressione sociale e dell’ossessione per il lusso. Nel frattempo, le autorità continuano a indagare sui complici rimasti in libertà, dimostrando che l’impero digitale di Hushpuppi è l’ingranaggio di una macchina criminale globale.
 

Ad oggi, Ramon sta scontando la sua pena in un carcere federale americano.

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