Le autorità, però, iniziano presto a sospettare che dietro quella facciata sfarzosa si nasconda qualcosa di più oscuro. Seconda alcune indagini dell’FBI, infatti, i suoi post sono un mezzo di comunicazione per reclutare complici di attività illegittime.
Le frodi digitali e il maxi-riciclaggio internazionale di Ramon Abbas
Le accuse contro Ramon Abbas ruotano attorno a un complesso sistema di Business Email Compromise (BEC scam), una tipologia di truffa informatica che prende di mira aziende e istituzioni in tutto il mondo.
Il meccanismo è semplice: i criminali violano o imitano account di posta elettronica aziendali per indurre impiegati o dirigenti a trasferire fondi verso conti bancari controllati da loro. Per colpire, la rete agisce attraverso documenti falsificati, identità multiple, uso di VPN e software di anonimizzazione.
Le indagini delle FB riscontrano che Hushpuppi è uno dei principali coordinatori di queste operazioni. Nello specifico, si occupa di:
- gestire le transazioni;
- connettere i gruppi di hacker ai riciclatori di denaro;
- fornire istruzioni su come muovere i fondi attraverso conti di comodo, società fittizie e criptovalute;
- istruire i nuovi membri su come evitare i controlli internazionali.
Uno dei casi più emblematici riguarda un tentativo di frode da oltre 1,1 milioni di dollari ai danni di una scuola in Qatar. L’istituto, che stava cercando di costruire un nuovo complesso scolastico, era stato ingannato da false email che simulavano comunicazioni con un appaltatore. Hushpuppi avrebbe orchestrato il piano, ricevendo parte dei fondi attraverso intermediari.
Inoltre, le autorità collegano Abbas a una rete di truffe che coinvolge aziende statunitensi, banche europee e società asiatiche, per un totale di decine di milioni di dollari.
Indagini ed arresto
Nel 2021, Ghaleb Alaumary, viene riconosciuto come uno dei suoi complici e si dichiara colpevole di aver aiutato Hushpuppi a riciclare denaro proveniente da diverse operazioni fraudolente.
Quando le prove iniziano ad accumularsi, l’immagine pubblica dell’influencer comincia a incrinarsi. Nonostante ciò, l’uomo continua a pubblicare foto e video da location esclusive, convinto che la sua popolarità lo renda intoccabile.
Nel giugno del 2020, dopo mesi di indagini congiunte, la polizia di Dubai, l’Interpol e l’FBI lanciano l’operazione “Fox Hunt 2”, mirata a smantellare la rete criminale di Raman Abbas. Gli agenti fanno irruzione nel suo lussuoso appartamento all’interno del Palazzo Versace, uno dei complessi residenziali più costosi della città.
L’operazione porta al sequestro di:
- oltre 40 milioni di dollari in contanti;
- 13 auto di lusso;
- 47 telefoni e computer;
- oltre 100.000 documenti digitali contenenti dati di migliaia di potenziali vittime.
Dopo
l’arresto, Hushpuppi
viene estradato negli Stati Uniti, dove viene
accusato di cospirazione per riciclaggio di denaro e frode telematica.Il Dipartimento di Giustizia afferma che la rete di Abbas ha accumulato somme di decine di milioni di dollari, ottenute attraverso truffe informatiche portate avanti sui social media grazie ad un uso ingannevole della comunicazione digitale e sfruttando la fiducia e la vulnerabilità delle vittime.
Processo e condanna
Nel luglio 2021, davanti al tribunale federale di Los Angeles, Ramon Abbas si dichiara colpevole di aver partecipato a un vasto schema di frode e riciclaggio di denaro. Ammette di aver facilitato transazioni fraudolente e di aver aiutato altri a occultare fondi ottenuti illegalmente.
Nel novembre 2022, viene condannato a 11 anni e 3 mesi di carcere federale e a restituire 1,7 milioni di dollari alle vittime. Il Dipartimento di Giustizia sottolinea inoltre come Hushpuppi abbia utilizzato la sua influenza sui social media per creare un’immagine di successo basata su crimini.
Come è evidente, la sentenza mette fine a un’indagine durata anni, ma lascia aperta una riflessione più ampia. Il suo caso evidenzia il confine sempre più labile tra l’apparenza e la realtà nel mondo digitale, dove la ricchezza esibita diventa spesso sinonimo di successo, anche quando si fonda sull’inganno
Le reazioni internazionali sono contrastanti: molti ex follower si dicono scioccati, altri lo considerano una vittima della pressione sociale e dell’ossessione per il lusso. Nel frattempo, le autorità continuano a indagare sui complici rimasti in libertà, dimostrando che l’impero digitale di Hushpuppi è l’ingranaggio di una macchina criminale globale.
Ad oggi, Ramon sta scontando la sua pena in un carcere federale americano.