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Bollo auto: cos’è, quando si paga, calcolo e prescrizione

Bollo auto: cos’è, quando si paga, calcolo e prescrizione

Bollo auto - scadenza, calcolo, pagamento e prescrizione
  • Gianluca Di Muro
  • 11 Giugno 2021
  • Notizie giuridiche
  • 15 minuti
  • 23 Settembre 2026

Bollo auto: scadenza, calcolo, pagamento e prescrizione

Il bollo auto è una tassa legata al possesso del veicolo ed è uno degli adempimenti periodici più comuni per gli automobilisti italiani. Non dipende da quanti chilometri si percorrono e, salvo specifiche esenzioni, deve essere versato anche quando l’auto viene utilizzata poco o rimane ferma.

Le domande più frequenti riguardano soprattutto scadenza, importo, verifica dei pagamenti e conseguenze di un eventuale ritardo.
In linea generale, per un bollo già in corso il rinnovo deve essere effettuato entro la fine del mese successivo alla scadenza precedente.
Il calcolo dipende invece principalmente dalla potenza del veicolo, espressa in kW, dalla classe ambientale e dalle regole applicabili nella Regione o Provincia autonoma competente.

Le disposizioni territoriali possono incidere anche su agevolazioni ed esenzioni.

Indice
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Cos’è il bollo auto e chi deve pagarlo

Il bollo auto, tecnicamente tassa automobilistica, è dovuto in relazione al possesso del veicolo.
Per questo viene comunemente definito una tassa di possesso: non è il numero di chilometri percorsi a determinare l’obbligo e, in linea generale, il fatto di non utilizzare l’auto non fa venir meno automaticamente il pagamento.

L’obbligo riguarda normalmente chi risulta titolare del veicolo nei pubblici registri secondo le regole applicabili. Possono assumere rilievo anche situazioni particolari come leasing, locazione a lungo termine, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio.

Il bollo non va inoltre confuso con altre spese legate all’automobile:

  • assicurazione RC Auto, che copre la responsabilità civile derivante dalla circolazione;
  • revisione, che verifica periodicamente le condizioni tecniche del veicolo;
  • superbollo, che costituisce un’addizionale erariale per determinate automobili di elevata potenza.

La natura regionale della tassa rende importante verificare sempre le disposizioni della Regione o Provincia autonoma competente, perché tariffe, esenzioni e alcune modalità applicative possono differire.

DomandaRisposta rapida
Cos’è il bollo auto?Una tassa collegata al possesso del veicolo
Quando si paga?Di regola entro il mese successivo alla scadenza
Come si calcola?Principalmente in base a kW, classe ambientale e disciplina territoriale
Si può pagare online?Sì, anche attraverso PagoPA e i servizi abilitati
Come verificare il pagamento?Attraverso i servizi ACI e quelli messi a disposizione dalla Regione competente
Quando si prescrive?In via generale, con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto
Il mancato pagamento può portare al fermo?Nell’ambito della riscossione può essere disposto un fermo amministrativo, preceduto da apposito preavviso

Quando si paga il bollo auto

Per i veicoli già circolanti, il rinnovo del bollo deve essere effettuato, di regola, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del bollo precedente.
Per esempio, se il bollo scade ad aprile, normalmente il pagamento deve essere completato entro la fine di maggio. ACI precisa tuttavia che la scadenza dipende anche dalla data di immatricolazione, dalle caratteristiche tecniche del veicolo e da eventuali disposizioni regionali.

Primo bollo dopo l’immatricolazione

Per un veicolo nuovo la regola è differente.
ACI indica che, normalmente, il primo pagamento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Quando l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il termine può estendersi al mese successivo.

Proprio perché esistono differenze territoriali e casi particolari, è preferibile verificare la scadenza concreta anziché affidarsi soltanto a un calendario generale.

Come verificare quando scade il bollo auto

La scadenza può essere controllata attraverso i servizi predisposti da ACI e, a seconda del territorio, attraverso i portali regionali dedicati alla tassa automobilistica.

ACI mette a disposizione diversi strumenti online, tra cui:

  • calcolo del bollo;
  • pagamento tramite Bollonet;
  • promemoria della scadenza;
  • verifica della normativa Euro del veicolo;
  • servizi di assistenza relativi alla tassa automobilistica.

In alcune Regioni il servizio online permette anche di verificare la situazione di pagamenti effettuati negli anni precedenti.

È particolarmente utile effettuare il controllo quando:

  • si acquista un’auto usata;
  • non si ricorda l’ultimo pagamento;
  • si riceve un avviso relativo a un’annualità precedente;
  • il veicolo ha cambiato proprietario;
  • si ritiene di avere diritto a un’esenzione.

Come si calcola il bollo auto

Non esiste un importo uguale per tutte le automobili.

Per le autovetture il calcolo dipende principalmente dalla potenza espressa in kilowatt, indicata sulla carta di circolazione, e dalla classe ambientale del veicolo. A questi elementi si aggiungono le tariffe stabilite secondo la disciplina applicabile nel territorio di riferimento.

Due veicoli con valore commerciale simile possono quindi avere bolli molto differenti.

Dove trovare i kW dell’auto

La potenza è riportata sulla carta di circolazione.
Non va confusa con la cilindrata: ai fini del calcolo ordinario del bollo delle autovetture assume particolare rilievo la potenza espressa in kW.

Per evitare errori, la soluzione più semplice è utilizzare il servizio di calcolo bollo con targa messo a disposizione da ACI o gli strumenti della propria Regione.

Bollo auto e superbollo: qual è la differenza

Il superbollo non sostituisce il bollo.
È un’addizionale erariale che si aggiunge alla tassa automobilistica per le autovetture e gli autoveicoli per trasporto promiscuo che superano una determinata potenza.

La disciplina prevede l’addizionale per la potenza eccedente 185 kW, con riduzioni progressive legate all’età del veicolo e cessazione dell’obbligo dopo il periodo previsto dalla normativa.
La differenza principale è anche nella destinazione del tributo: il bollo rientra nella fiscalità automobilistica regionale, mentre il superbollo è un’addizionale erariale.

Come pagare il bollo auto

Dal 2020 il pagamento della tassa automobilistica passa attraverso il sistema PagoPA e può essere effettuato sia online sia presso diversi punti fisici abilitati.
Tra i canali indicati da ACI figurano:

  • Bollonet;
  • Delegazioni ACI;
  • Poste Italiane;
  • banche e altri prestatori di servizi di pagamento;
  • agenzie di pratiche automobilistiche abilitate;
  • punti vendita convenzionati.

La commissione può cambiare in base all’intermediario e al metodo scelto.

Pagamento online

Il servizio ACI Bollonet consente, per le Regioni e Province autonome abilitate, di pagare online il bollo corrente e, a seconda del territorio, anche avvisi di pagamento o di accertamento.

L’accesso al servizio richiede SPID o Carta d’identità elettronica.
Dopo il pagamento è opportuno conservare la ricevuta, soprattutto quando il versamento riguarda annualità arretrate o avvisi già ricevuti.

Cosa succede se il bollo auto viene pagato in ritardo

Se il pagamento avviene oltre la scadenza, all’importo originario possono aggiungersi sanzioni e interessi. L’entità della somma dipende dal ritardo e dalla disciplina applicabile.

Aspettare che arrivi una richiesta di pagamento non è quindi una strategia conveniente: se ci si accorge autonomamente dell’omissione, è opportuno verificare subito presso il servizio competente quale importo sia necessario versare per regolarizzare la posizione.

Il problema cambia quando non si tratta di qualche giorno o mese di ritardo, ma di vecchie annualità richieste a distanza di anni. In quel caso assume rilievo anche la prescrizione.

Prescrizione bollo auto: dopo quanti anni?

La prescrizione è uno degli aspetti più importanti e più spesso fraintesi.

La disciplina della tassa automobilistica prevede, in via generale, che l’azione dell’amministrazione per il recupero del tributo si prescriva con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato.

Non significa però che basti contare tre anni dalla data originaria e ignorare tutto ciò che è accaduto nel frattempo. Occorre verificare se siano stati notificati atti idonei a interrompere la prescrizione.

Un esempio

Supponiamo che un bollo dovesse essere pagato nel 2023.
Il calcolo della prescrizione deve partire dalla disciplina che individua nel terzo anno successivo a quello del pagamento dovuto il termine di riferimento. Prima di concludere che il debito sia prescritto, tuttavia, bisogna ricostruire eventuali atti notificati nel periodo.

Una richiesta formalmente valida può infatti incidere sul decorso del termine. Per questo, quando arriva una contestazione relativa a un bollo molto vecchio, non basta guardare l’anno indicato nell’atto: serve ricostruire l’intera cronologia delle notifiche.

Cartella del bollo auto: si prescrive?

Anche un credito relativo al bollo già confluito nella riscossione può porre questioni di prescrizione.

Il punto importante è evitare una convinzione molto diffusa: la semplice mancata impugnazione di un atto di riscossione non significa automaticamente che qualsiasi credito tributario diventi soggetto a un termine decennale.

Per capire se una richiesta è ancora esigibile bisogna esaminare:

  • natura del credito;
  • data in cui il pagamento era dovuto;
  • eventuale avviso di accertamento;
  • cartelle o altri atti notificati;
  • eventuali successivi atti interruttivi;
  • presenza di un titolo giudiziale definitivo.

Se viene richiesta una vecchia annualità, quindi, è molto più utile ottenere la documentazione relativa alle notifiche che limitarsi alla data riportata sull’ultimo documento ricevuto.

Cosa fare se arriva una richiesta per un bollo molto vecchio

La prima cosa da evitare è ignorarla. Occorre invece controllare almeno quattro elementi.

1. Annualità richiesta
Bisogna individuare l’anno al quale si riferisce il bollo.

2. Soggetto obbligato
Va verificato chi risultava proprietario o soggetto tenuto al pagamento nel periodo rilevante.

3. Pagamenti già effettuati
Un pagamento potrebbe essere stato eseguito ma non correttamente abbinato alla posizione.

4. Notifiche precedenti
Sono decisive per valutare prescrizione e regolarità della riscossione.
Quando emergono errori o somme non dovute, possono esistere strumenti amministrativi di rettifica, sospensione o sgravio. Se invece è necessario contestare formalmente un atto, i termini e il giudice competente dipendono dalla natura del documento ricevuto.

Per questo, davanti a una richiesta significativa o a una situazione dubbia, è opportuno non lasciare decorrere i termini indicati nell’atto.

Il bollo auto non pagato può portare al fermo amministrativo?

Il mancato pagamento di somme affidate alla riscossione può concorrere all’attivazione delle procedure cautelari previste dalla legge, tra cui il fermo amministrativo del veicolo.

Agenzia delle entrate-Riscossione precisa che prima dell’iscrizione del fermo viene notificato un preavviso contenente:

  • targa del veicolo;
  • cartelle o avvisi interessati;
  • invito a regolarizzare la posizione entro 30 giorni.

Entro quel termine il contribuente può, a seconda della propria situazione:

  • pagare;
  • richiedere una rateizzazione;
  • far valere un provvedimento di sospensione o sgravio;
  • dimostrare eventuali condizioni che impediscono l’iscrizione.

Auto strumentale all’attività

Il fermo non viene iscritto quando il contribuente dimostra nei termini previsti che il veicolo è strumentale all’attività d’impresa o professionale, secondo la disciplina applicabile.

Sono previste inoltre specifiche tutele per i veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità.

Esenzioni dal bollo auto

Non tutti i veicoli sono soggetti alle stesse regole.

Tra i casi nei quali possono essere previste esenzioni o agevolazioni rientrano:

  • veicoli destinati alla mobilità di persone con disabilità;
  • veicoli elettrici;
  • alcune categorie di veicoli ibridi;
  • veicoli storici (ASI);
  • ulteriori ipotesi disciplinate dalle Regioni.

Qui la verifica territoriale è fondamentale.

Auto elettriche e ibride

ACI segnala che per i veicoli ecologici possono essere previste esenzioni di durata diversa a seconda della Regione.
Per le auto elettriche è diffusa l’esenzione per più annualità, mentre per ibride e altre motorizzazioni le discipline territoriali possono essere molto differenti.

Non è quindi corretto applicare automaticamente la regola di una Regione a un residente in un’altra.

Persone con disabilità

La normativa prevede l’esenzione dal bollo per determinati veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità, entro i requisiti stabiliti per il beneficio. ACI indica anche specifici limiti tecnici e soggettivi per l’accesso all’agevolazione.

Auto storiche

Per i veicoli con più di 30 anni è prevista, nelle condizioni stabilite dalla disciplina nazionale, l’esenzione dalla tassa automobilistica; quando circolano su strade pubbliche può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria.

Per i veicoli tra 20 e 29 anni possono invece operare riduzioni o agevolazioni al ricorrere dei requisiti relativi alla rilevanza storica, con ulteriori differenze regionali.

Bollo auto e vendita del veicolo

Quando un’auto viene venduta, è importante verificare chi risultava titolare del veicolo nel momento rilevante per l’obbligo tributario.
Il passaggio di proprietà non cancella automaticamente eventuali debiti riferiti a periodi precedenti.

Per chi acquista un’auto usata, controllare correttamente la situazione amministrativa del mezzo evita inoltre di confondere vecchi obblighi del precedente proprietario con quelli che matureranno successivamente.

In caso di dubbi è utile verificare i dati presenti al PRA e la posizione relativa alla tassa presso gli uffici o i servizi competenti.

Bollo auto, furto e perdita di possesso

Anche eventi come furto, demolizione o perdita di possesso possono incidere sull’obbligo tributario, ma è essenziale che la situazione risulti correttamente formalizzata nei registri e secondo le procedure previste.
La semplice impossibilità materiale di utilizzare il veicolo non equivale sempre, da sola, alla cessazione dell’obbligo.

Quando si verifica uno di questi eventi è quindi opportuno controllare tempestivamente:

  • annotazioni al PRA;
  • decorrenza della perdita di possesso;
  • disciplina regionale;
  • eventuali pagamenti già effettuati.

Come controllare il bollo senza commettere errori

Per un controllo ordinario bastano pochi passaggi:

  1. recuperare targa e carta di circolazione;
  2. verificare la scadenza tramite ACI o portale regionale;
  3. controllare l’importo dovuto;
  4. verificare eventuali esenzioni;
  5. pagare attraverso un canale PagoPA abilitato;
  6. conservare la ricevuta.

Se invece si tratta di arretrati o richieste di pagamento, serve un controllo più approfondito:

  • annualità contestata;
  • precedente proprietario;
  • ricevute;
  • avvisi;
  • notifiche;
  • eventuale prescrizione.

La differenza è importante: pagare il bollo corrente è un adempimento ordinario; valutare una richiesta relativa a diversi anni prima può diventare una questione tributaria.

Bollo auto e giurisprudenza: le sentenze più rilevanti

La disciplina del bollo auto non dipende soltanto dalle norme che regolano la tassa automobilistica.
Nel tempo, Corte di Cassazione, Corte costituzionale e giustizia tributaria sono intervenute più volte per chiarire soprattutto tre questioni: prescrizione, decorrenza del termine e poteri delle Regioni.

Conoscere alcune pronunce aiuta a capire perché il semplice trascorrere del tempo non basta sempre per stabilire se una richiesta di pagamento sia ancora valida.

Cassazione n. 24595/2022: il termine resta triennale

Con l’ordinanza n. 24595 del 10 agosto 2022, la Corte di Cassazione è tornata sul termine di prescrizione delle tasse automobilistiche.
La pronuncia ha confermato il rilievo del termine triennale previsto dalla disciplina speciale del bollo auto. Il punto è importante perché la tassa automobilistica non segue automaticamente il termine ordinario decennale previsto per altre obbligazioni.

La prescrizione deve tuttavia essere calcolata tenendo conto degli eventuali atti notificati al contribuente, che possono incidere sul decorso del termine.
La decisione è stata successivamente richiamata dalla giurisprudenza tributaria anche nel 2025 e nel 2026.

Cassazione n. 14312/2024: da quando riparte la prescrizione dopo un atto

Un chiarimento particolarmente utile è arrivato con la Cassazione n. 14312 del 22 maggio 2024. La questione riguarda il caso in cui al contribuente venga notificato un atto impositivo relativo al bollo auto.
Secondo l’indirizzo richiamato dalla successiva giurisprudenza tributaria, il nuovo termine di prescrizione non deve essere fatto decorrere automaticamente dal giorno stesso della notifica dell’atto, ma dal momento nel quale l’atto diventa definitivo, una volta trascorso il termine previsto per impugnarlo.

Il principio deriva dalla regola generale dell’articolo 2935 del codice civile, secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere fatto valere.
La stessa impostazione è stata seguita dalla Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Campania, con sentenza n. 5786 del 4 settembre 2025.

Cassazione n. 21915/2024: confermata la decorrenza dalla definitività

Anche la Cassazione n. 21915 del 2 agosto 2024 si inserisce nello stesso orientamento.
La pronuncia è stata richiamata dalla giurisprudenza tributaria successiva per affermare che, quando viene notificato un atto impositivo o una cartella relativa alla tassa automobilistica, il termine triennale ricomincia a decorrere dal momento in cui quell’atto diventa definitivo.

In pratica, nel calcolo della prescrizione non basta confrontare: anno del bollo → anno della cartella.
Occorre ricostruire: anno del tributo → eventuale accertamento → notifica → definitività → eventuali ulteriori atti.

È proprio questa sequenza che rende pericoloso applicare il termine dei tre anni in modo puramente automatico.

Corte di Giustizia Tributaria di Roma n. 2815/2026: confermato il termine triennale

La questione continua a produrre contenzioso anche molto recentemente.
Con la sentenza n. 2815 del 24 febbraio 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma ha esaminato un caso relativo a un preavviso di fermo amministrativo e alla prescrizione del bollo auto.

Il giudice ha ribadito che per la tassa automobilistica regionale si applica il termine triennale e che l’azione per il recupero si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello nel quale il pagamento doveva essere effettuato.

La pronuncia è particolarmente utile perché collega direttamente la prescrizione a una situazione concreta che può interessare il contribuente: la ricezione di un preavviso di fermo per vecchie annualità.

Corte di Giustizia Tributaria di Napoli n. 4255/2026: quando inizia il termine

Sempre nel 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli, con sentenza n. 4255, depositata il 13 marzo, ha affrontato espressamente il problema del dies a quo, cioè il momento dal quale inizia a decorrere la prescrizione.

La Corte ha affermato che il termine triennale non parte semplicemente dal giorno della scadenza materiale del pagamento, ma dall’inizio dell’anno successivo, secondo la disciplina speciale prevista per la tassa automobilistica.
La decisione richiama anche i precedenti della Cassazione n. 24595/2022 e n. 14312/2024, mostrando come la questione della decorrenza continui a essere precisata attraverso la giurisprudenza.

Corte costituzionale n. 296/2003: la Regione non può allungare liberamente la prescrizione

Un’altra pronuncia importante riguarda i poteri delle Regioni.
Con la sentenza n. 296 del 2003, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una disposizione della Regione Piemonte che aveva prorogato di un anno il termine per recuperare le tasse automobilistiche relative al 1999.

La Corte ha chiarito che, pur essendo attribuiti alle Regioni il gettito e l’attività amministrativa legata alla riscossione della tassa automobilistica, ciò non significa che esse possano modificare liberamente elementi sostanziali del tributo come i termini di prescrizione.

Nello stesso periodo, con la sentenza n. 297/2003, la Corte ha raggiunto una conclusione analoga rispetto a una norma della Regione Veneto che prorogava il termine per il recupero del bollo.
Queste decisioni sono importanti perché mostrano che la natura regionale della gestione del bollo non comporta una piena libertà normativa su tutti gli aspetti della tassa.

Una cartella non rende automaticamente decennale la prescrizione

Un altro principio importante, sviluppato dalla giurisprudenza di legittimità, riguarda l’effetto della mancata impugnazione degli atti di riscossione.

Il fatto che una cartella diventi definitiva perché non contestata nei termini non comporta automaticamente la trasformazione della prescrizione triennale propria del bollo in un termine decennale.

Il termine decennale può assumere rilievo in presenza di un vero e proprio titolo giudiziale definitivo, ma non per il solo fatto che il contribuente non abbia impugnato una cartella.

È quindi essenziale distinguere atto amministrativo definitivo da sentenza passata in giudicato.
Questa differenza spiega perché, davanti a una vecchia richiesta di pagamento, non sia sufficiente sapere che esiste una cartella: bisogna ricostruire quali atti siano intervenuti e in quali date.

Cosa emerge dalle sentenze sul bollo auto

La giurisprudenza consente di ricavare alcune indicazioni pratiche:

  • il termine di riferimento per il bollo auto resta triennale;
  • la prescrizione non va calcolata semplicemente aggiungendo tre anni alla singola scadenza;
  • un atto validamente notificato può incidere sulla decorrenza;
  • dopo un atto impositivo o una cartella occorre valutare anche il momento della sua definitività;
  • una cartella non impugnata non trasforma automaticamente il termine in dieci anni;
  • le Regioni non possono modificare liberamente la disciplina sostanziale della prescrizione.

Il dato più importante è quindi uno: la prescrizione del bollo auto non si verifica guardando una sola data.
Per stabilire se una somma sia ancora esigibile serve ricostruire l’intera sequenza degli atti, delle notifiche e degli eventuali provvedimenti intervenuti nel tempo.

Domande frequenti sul bollo auto

Come faccio a sapere quando scade il bollo auto?

La scadenza può essere verificata attraverso i servizi ACI o quelli messi a disposizione dalla Regione competente. Per i rinnovi, il pagamento è normalmente dovuto entro il mese successivo alla scadenza precedente.

Posso calcolare il bollo dalla targa?

Sì. ACI mette a disposizione un servizio online per il calcolo del bollo e del superbollo sulla base dei dati del veicolo.

Posso pagare il bollo online?

Sì. Il pagamento può essere effettuato tramite PagoPA attraverso i prestatori abilitati e, nelle Regioni supportate, tramite Bollonet di ACI.

Dopo quanti anni si prescrive il bollo auto?

La disciplina prevede, in via generale, il decorso del terzo anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. Devono però essere considerati eventuali atti idonei a interrompere la prescrizione.

Il bollo non pagato viene cancellato automaticamente dopo tre anni?

No. Prima di ritenere prescritta una somma occorre verificare se nel frattempo siano stati notificati atti che abbiano inciso sul termine.

Un bollo non pagato può causare il fermo dell’auto?

I debiti affidati alla riscossione possono portare al fermo amministrativo secondo le procedure previste. Prima dell’iscrizione viene notificato un preavviso e sono concessi 30 giorni per regolarizzare o far valere le proprie ragioni.

Le auto elettriche pagano il bollo?

Dipende dalla disciplina regionale. Sono previste agevolazioni ed esenzioni che possono variare per durata e condizioni da un territorio all’altro.

Le auto storiche pagano il bollo?

Per i veicoli ultratrentennali opera l’esenzione prevista dalla disciplina nazionale, mentre per quelli tra 20 e 29 anni possono essere previste riduzioni al ricorrere di determinati requisiti. Esistono inoltre discipline regionali specifiche.

Bollo auto: la regola più utile è verificare prima di pagare

Il bollo auto sembra un adempimento semplice finché riguarda il pagamento annuale ordinario. Le difficoltà iniziano quando entrano in gioco passaggi di proprietà, esenzioni, vecchie annualità, cartelle o fermo amministrativo.

Per il bollo corrente è sufficiente verificare scadenza e importo attraverso un servizio ufficiale e utilizzare uno dei canali PagoPA disponibili.
Quando invece arriva una richiesta relativa al passato, il controllo deve essere diverso: occorre ricostruire anno, titolarità del veicolo, pagamenti effettuati e notifiche ricevute.

È soprattutto in questi casi che una semplice data può non raccontare l’intera storia del debito.

Bollo auto 2027: nuova esenzione prevista dal Decreto-Legge 162/2026

Il Decreto-Legge 17 settembre 2026, n. 162, entrato in vigore il 18 settembre 2026, introduce per il 2027 una nuova esenzione dalla tassa automobilistica destinata a determinate categorie di veicoli intestati a persone fisiche.

La misura non comporta l’abolizione generale del bollo auto, ma prevede un’esenzione limitata e subordinata a specifici requisiti.
Per le autovetture, il decreto individua tra i criteri principali una potenza non superiore a 80 kW, oltre alle condizioni previste dalla norma per l’individuazione del veicolo agevolabile.

L’agevolazione riguarda i versamenti con termine ordinario compreso nel 2027 e si applica, secondo quanto previsto dal decreto, a un solo veicolo per persona fisica.

Il provvedimento è attualmente in vigore, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento e potrà quindi subire modifiche durante l’iter di conversione.
Per requisiti, veicoli interessati, regole in caso di più auto e aggiornamenti sull’iter normativo, consulta il nostro approfondimento dedicato all’esenzione bollo auto 2027.

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CEO & Founder, docente e autore UniD Srl. Dottore in Giurisprudenza e specializzato nel diritto informatico. Si occupa della pubblicazione di notizie giuridiche di interesse attuale.
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