Sostenibilità nelle università: oltre la classifica GreenMetric
Parlare di sostenibilità nelle università non significa più soltanto osservare quanto è verde un campus o verificare la presenza di edifici a basso consumo. Per gli Atenei la sostenibilità interessa ormai infrastrutture, energia, mobilità, gestione delle risorse, ricerca, didattica e capacità di coinvolgere l’intera comunità accademica.
È proprio questa visione estesa che rende interessante UI GreenMetric World University Rankings. Nato nel 2010 per iniziativa dell’Universitas Indonesia, il sistema non fotografa semplicemente le università attraverso una graduatoria: utilizza indicatori specifici per osservare come gli Atenei trasformano gli impegni ambientali in politiche, servizi e attività concrete.
GreenMetric può quindi essere letto anche come una chiave per comprendere come sta cambiando il modello di università sostenibile: non più soltanto un luogo nel quale si insegna la sostenibilità, ma un’organizzazione chiamata ad applicarla nella propria gestione quotidiana.
Che cosa significa sostenibilità nelle università
Un Ateneo è una realtà complessa. Possiede o utilizza edifici, consuma energia e acqua, produce rifiuti, genera flussi quotidiani di mobilità e organizza attività che coinvolgono studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo.
Per questo la sostenibilità nelle università interessa contemporaneamente numerosi livelli dell’organizzazione.
- Ambientale, attraverso la riduzione dei consumi, delle emissioni e dell’impatto delle infrastrutture.
- Organizzativo, attraverso politiche, obiettivi, monitoraggio e gestione delle risorse.
- Didattico, introducendo i temi dello sviluppo sostenibile nei percorsi formativi.
- Scientifico, attraverso ricerca, pubblicazioni e progetti dedicati alle sfide ambientali e sociali.
- Culturale, favorendo comportamenti sostenibili all’interno della comunità accademica.
Il punto centrale è proprio questo: la sostenibilità non coincide con una singola iniziativa green. È il risultato dell’interazione tra infrastrutture, decisioni organizzative, comportamenti, ricerca e formazione.
Cos’è UI GreenMetric e perché è utile per capire gli Atenei
UI GreenMetric World University Rankings è un sistema internazionale dedicato alla valutazione delle politiche e delle performance degli Atenei in materia di sostenibilità.
La graduatoria finale è certamente il suo elemento più visibile, ma dal punto di vista delle università è particolarmente interessante la metodologia utilizzata per arrivare al punteggio.
Agli Atenei vengono infatti richiesti dati ed evidenze relativi a numerosi aspetti della vita universitaria. Le informazioni vengono successivamente organizzate in criteri e indicatori che permettono di confrontare istituzioni molto differenti per dimensioni, localizzazione e caratteristiche.
GreenMetric assume così anche una funzione di benchmarking: consente a un’università di osservare la propria situazione, confrontarla con quella di altre istituzioni e individuare le aree nelle quali intervenire.
Cosa misura GreenMetric: i sei ambiti della sostenibilità
La metodologia GreenMetric prende in considerazione sei grandi aree di valutazione. Letti nel loro insieme, questi criteri mostrano quanto sia ormai articolato il concetto di sostenibilità applicato a un Ateneo.
| Area | Cosa osserva | Perché conta per l’Ateneo |
|---|---|---|
| Setting & Infrastructure | Spazi, infrastrutture, aree verdi e caratteristiche del campus | Misura quanto l’ambiente fisico favorisca uno sviluppo sostenibile |
| Energy & Climate Change | Efficienza energetica, fonti rinnovabili, emissioni e politiche climatiche | Collega la gestione del campus agli obiettivi di decarbonizzazione |
| Waste | Riduzione, recupero, riciclo e trattamento dei rifiuti | Valuta la capacità di trasformare i consumi in processi più circolari |
| Water | Consumi, conservazione e gestione dell’acqua | Rende misurabile l’attenzione verso una risorsa sempre più strategica |
| Transportation | Mobilità, veicoli, trasporto pubblico e spostamenti a basse emissioni | Interviene su uno degli impatti quotidiani più evidenti dei campus |
| Education & Research | Didattica, ricerca, pubblicazioni, iniziative e attività sulla sostenibilità | Valuta il contributo propriamente accademico alla transizione sostenibile |
È quindi riduttivo interpretare GreenMetric soltanto come una graduatoria delle università con più aree verdi. Il campus è soltanto una parte del sistema osservato.
Dalle infrastrutture al modello di green campus
Il primo livello della trasformazione riguarda inevitabilmente gli spazi universitari.
Edifici, laboratori, biblioteche, residenze, aree comuni e strutture sportive richiedono energia, acqua e manutenzione. La loro progettazione e gestione può quindi incidere in maniera significativa sull’impatto complessivo dell’Ateneo.
Un green campus può intervenire attraverso differenti strategie: aumento delle superfici verdi, efficientamento degli edifici, produzione di energia da fonti rinnovabili, riduzione dei consumi e utilizzo di tecnologie capaci di monitorare le prestazioni delle strutture.
La sostenibilità, tuttavia, non dipende soltanto dalla disponibilità di infrastrutture moderne. Un edificio efficiente produce risultati limitati se non viene accompagnato da procedure organizzative e comportamenti coerenti.
Per questo il passaggio dal semplice campus verde a un’università realmente sostenibile richiede una visione molto più ampia.
Energia e cambiamento climatico: l’università come organizzazione
Tra le aree considerate da GreenMetric rientrano l’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti rinnovabili e le iniziative rivolte alla riduzione delle emissioni.
Per gli Atenei questo significa affrontare la sostenibilità anche come un problema di gestione organizzativa.
Occorre conoscere i consumi, stabilire obiettivi, raccogliere dati, valutare gli interventi e verificare nel tempo i risultati ottenuti. La transizione energetica diventa quindi un processo che coinvolge competenze tecniche e amministrative, capacità di programmazione e sistemi di monitoraggio.
È una trasformazione significativa perché porta i temi ambientali fuori dal solo ambito scientifico: la sostenibilità entra direttamente nei processi decisionali dell’università.
Mobilità sostenibile e accessibilità dei campus
Ogni giorno migliaia di persone possono raggiungere uno stesso Ateneo. La mobilità di studenti e personale rappresenta quindi un’altra componente essenziale dell’impatto universitario.
Le politiche possono riguardare trasporto pubblico, servizi navetta, mobilità ciclabile, percorsi pedonali, veicoli a basse emissioni e misure destinate a ridurre l’utilizzo dell’automobile privata.
Una buona politica della mobilità può incidere anche sull’accessibilità del campus e sulla qualità dell’esperienza universitaria.
Questo mostra bene come, nella gestione di un Ateneo, sostenibilità ed efficienza organizzativa possano convergere invece di rappresentare due obiettivi separati.
Acqua e rifiuti: quando la sostenibilità entra nella gestione quotidiana
Altri due ambiti osservati riguardano la gestione dell’acqua e dei rifiuti.
Riduzione dei consumi, recupero delle risorse, raccolta differenziata, riciclo e trattamento dei diversi tipi di rifiuto trasformano principi generali di sostenibilità in procedure operative quotidiane.
È proprio a questo livello che si misura la distanza tra dichiarare un impegno ambientale e renderlo parte del funzionamento dell’organizzazione.
Un Ateneo sostenibile deve quindi essere in grado non soltanto di progettare iniziative, ma anche di documentarle, misurarne gli effetti e migliorarle nel tempo.
Didattica e ricerca: la caratteristica che distingue un’università
Esiste però un elemento che distingue un’università da quasi ogni altra grande organizzazione: la capacità di produrre e diffondere conoscenza. Per questo GreenMetric dedica una specifica area a Education & Research.
La sostenibilità nelle università passa anche attraverso:
- insegnamenti e percorsi formativi dedicati ai temi della sostenibilità;
- ricerca scientifica sulle questioni ambientali, energetiche e sociali;
- pubblicazioni e progetti interdisciplinari;
- iniziative rivolte alla comunità accademica;
- collaborazioni nazionali e internazionali;
- diffusione e rendicontazione delle attività svolte.
In questa prospettiva l’Ateneo non è soltanto un’organizzazione che deve ridurre il proprio impatto. Può diventare un laboratorio nel quale vengono studiate, sperimentate e trasferite nuove soluzioni.
Il ruolo di docenti, ricercatori e personale universitario
Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità non dipende esclusivamente dagli organi di governo dell’Ateneo.
Docenti e ricercatori possono integrare questi temi nell’attività didattica e scientifica, sviluppando nuove conoscenze e contribuendo alla formazione di competenze utili alla transizione ecologica.
Il personale tecnico e amministrativo interviene invece in numerosi processi che rendono concretamente applicabili le strategie: gestione degli edifici, acquisti, mobilità, servizi, raccolta e analisi dei dati, comunicazione e organizzazione interna.
Anche gli studenti partecipano al processo attraverso comportamenti quotidiani, associazioni, iniziative e progetti.
La sostenibilità diventa quindi una responsabilità distribuita, anche se obiettivi e strategie devono essere coordinati a livello istituzionale.
GreenMetric come strumento di benchmarking e miglioramento
Una classifica internazionale attira inevitabilmente l’attenzione sulle posizioni raggiunte. Limitarsi alla graduatoria, però, significa perdere una parte importante del valore di GreenMetric.
Gli indicatori consentono infatti agli Atenei di individuare punti di forza e criticità e di confrontare nel tempo le proprie performance.
In questo senso il ranking può diventare uno strumento di benchmarking: non serve soltanto a stabilire chi occupa una posizione migliore, ma può aiutare le università a comprendere dove esistono margini di miglioramento.
L’evoluzione della metodologia mostra inoltre che la sostenibilità universitaria è un campo dinamico.
Gli indicatori sono stati aggiornati negli anni per considerare nuovi aspetti, tra cui innovazione digitale, impatto delle iniziative e sviluppo delle competenze legate alla transizione sostenibile.
Le università italiane e il GreenMetric
Gli Atenei italiani continuano ad avere una presenza significativa nella graduatoria internazionale.
Nell’edizione 2025, ad esempio, l’Università di Bologna ha raggiunto il nono posto mondiale, entrando nella Top 10 e ottenendo anche il riconoscimento come migliore università nella categoria Transportation & Mobility.
Il dato è interessante soprattutto perché mostra come il posizionamento non dipenda da una generica reputazione “green”, ma dalla combinazione di numerose dimensioni misurabili.
Il valore della graduatoria, perciò, non consiste semplicemente nell’indicare quali siano le università più sostenibili.
Permette anche di osservare quali politiche e aree di intervento stanno assumendo maggiore importanza nella trasformazione degli Atenei.
Dalla reputazione alla governance: perché la sostenibilità conta per gli Atenei
Essere riconosciuti come istituzione attenta alla sostenibilità può certamente produrre effetti reputazionali, ma il tema va oltre l’immagine esterna.
Gli Atenei devono prendere decisioni su edifici, energia, servizi, acquisti, mobilità, ricerca, formazione e utilizzo delle risorse. Integrare obiettivi ambientali in questi processi significa introdurre la sostenibilità nella governance universitaria.
Questo richiede competenze differenti e sempre più trasversali: capacità di interpretare dati, gestire progetti, valutare impatti, coordinare persone e integrare obiettivi ambientali con quelli economici e organizzativi.
La sostenibilità nelle università diventa così anche un tema professionale: modifica processi, responsabilità e competenze richieste a chi lavora all’interno delle istituzioni accademiche.
Università sostenibili e nuove competenze
La trasformazione degli Atenei riflette un cambiamento più ampio del mercato del lavoro.
Energia, mobilità sostenibile, gestione ambientale, rendicontazione, analisi dei dati, progettazione, innovazione e governance richiedono figure capaci di lavorare tra discipline differenti.
Parallelamente, l’università ha il compito di preparare studenti e professionisti a operare in contesti nei quali le competenze legate alla sostenibilità assumono un peso crescente.
È quindi possibile leggere GreenMetric anche da questa prospettiva: misurare quanto un Ateneo è sostenibile significa osservare sia ciò che l’istituzione fa, sia il contributo che può offrire alla trasformazione della società attraverso formazione e ricerca.
GreenMetric è quindi molto più di una classifica?
Sì. La graduatoria è la manifestazione più immediata del progetto, ma gli indicatori utilizzati permettono di leggere GreenMetric come una rappresentazione concreta delle molte dimensioni che oggi compongono la sostenibilità negli Atenei.
Infrastrutture, energia, acqua, rifiuti e mobilità mostrano come viene gestito il campus. Didattica e ricerca mostrano invece il contributo specifico che un’università può offrire attraverso conoscenza, innovazione e formazione.
Il risultato è un modello nel quale la sostenibilità nelle università non costituisce più un’iniziativa accessoria, ma può diventare parte della strategia, della gestione e della missione stessa dell’Ateneo.
