Nuove regole LEA 2025 per la procreazione assistita
Con l’approvazione del decreto tariffe, avvenuta a fine dicembre 2024 da parte della Conferenza Stato – Regioni, la procreazione assistita è rientrata nei LEA 2025. La PMA è stata inserita nei cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza: fa ora parte delle prestazioni di cui il Servizio Sanitario Nazionale si occupa.
In sostanza, a partire dal 30 dicembre 2024, tutte le coppie che presentano problemi relativi a infertilità possono contare sull’aiuto del SSN per poter avere un figlio. Ma c’è ancora confusione sulle prestazioni garantite grazie all’inclusione della procreazione medicalmente assistita nei LEA. Abbiamo creato questa guida proprio per cercare di fare chiarezza sulle recenti novità.
Procreazione assistita: le nuove regole italiane sulla PMA
La svolta sull’accesso alla procreazione assistita in Italia si è verificata a partire dal 30 dicembre 2024. Infatti, grazie all’approvazione del decreto tariffe relative ai LEA 2025, la Conferenza Stato – Regioni ha approvato l’inserimento della PMA nei LEA, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal SSN.
In questo modo, anche le coppie che hanno ottenuto la diagnosi di infertilità possono diventare genitori, accedendo alla procreazione medicalmente assistita.
Le nuove regole valgono per tutti i cittadini, su tutto il territorio nazionale.
Includere la procreazione assistita nei LEA 2025 ha comportato diversi cambiamenti. Tra questi, innanzitutto, il passaggio delle tecniche PMA ad attività ambulatoriale.
Dal 2025, in pratica, la procreazione assistita (sia omologa che eterologa) non prevede ricovero, se non in casi specifici. Se non ci sono necessità mediche particolari, tutte le tecniche vengono ora eseguite in regime ambulatoriale.
Sono stati imposti, però, dei limiti, sia all’età che al numero di tentativi. Le donne possono avere fino a 46 anni di età. Il numero massimo di tentativi ai quali ci si può sottoporre è fissato invece a sei cicli. Tuttavia, è stato specificato che il conteggio dei tentativi parte dal 30 dicembre 2024. Tutti i cicli effettuati precedentemente, quindi, non verranno conteggiati.
Infine, è questa forse la novità più interessante, sono stati introdotti i concetti di uniformità dei ticket e di integrazione tariffaria. Il costo del ticket e quello delle prestazioni, in pratica, devono essere uguali in tutte le Regioni italiane.
Grazie all’integrazione tariffaria, il SSN ha infine inserito tra le prestazioni garantite agoaspirazione dei follicoli, fecondazione in vitro con o senza ICSI (omologa) e trasferimento degli embrioni.
Cos’è la procreazione medicalmente assistita
Ma cosa intendiamo con il termine “procreazione assistita” e quali sono le prestazioni garantite dai LEA 2025?
Procediamo con ordine partendo dalle definizioni. La procreazione medicalmente assistita o PMA include un insieme di tecniche mediche che aiutano le persone con problemi di fertilità a concepire un figlio.
Nel nostro Paese, da sempre ha acceso numerosi dibattiti, soprattutto dopo l’approvazione, nel 2004, della discussa Legge n. 40. Si tratta di una norma che ha posto limiti rigidi all’accesso e alle tecniche utilizzabili. Negli anni, però, grazie anche a diverse sentenze della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, molte di queste restrizioni sono state progressivamente allentate.
Nel nostro Paese, l’infertilità è una condizione sottovalutata: si stima che almeno il 15 – 20% delle coppie sia infertile. Questa media è abbastanza elevata, dato che a livello globale l’infertilità si aggira tra il 10 e il 12%.
Da qui la decisione di inserire l’infertilità tra le patologie riconosciute nei LEA 2025: la procreazione assistita rappresenta quindi la cura alla patologia. In questo modo si garantisce anche alle coppie infertili il diritto alla creazione di una famiglia ricorrendo alla PMA.
Evoluzione normativa negli ultimi anni: la sentenza n. 68/2025
Come anticipavamo, dopo l’approvazione della Legge n. 40/2004 diverse sentenze della Corte Costituzionale hanno introdotto varie modifiche.
Tra le più recenti, la sentenza n. 68/2025, che ha dichiarato illegittimo l’Art. 8 di tale legge.
In dettaglio, è stato dichiarato incostituzionale il passaggio che impedisce il riconoscimento dello status di figlio alla madre internazionale in coppia omosessuale nel caso di procreazione assistita eseguita all’estero.
Detto altrimenti, si vuole garantire il diritto alla doppia maternità. Le coppie di donne omosessuali potranno ricorrere alla PMA all’estero ed entrambe le donne verranno riconosciute come genitori.
Fecondazione assistita: tecniche di PMA
Ricorrere alla fecondazione assistita significa avvalersi di diverse tecniche e procedure che consentono di raggiungere uno stato di gravidanza anche se la coppia è infertile.
Esistono diverse tecniche di PMA, che si suddividono in tre livelli. Tra le tecniche di primo livello abbiamo innanzitutto la IUI, ossia l’inseminazione intrauterina.
Le tecniche di secondo livello sono invece:
- FIVET, ossia la fecondazione in vitro, che consente di fecondare l’ovulo con uno spermatozoo in laboratorio, prima di trasferire l’embrione nell’utero della donna;
- ICSI, ossia l’iniezione intracitoplasmatica, in cui lo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo, e dunque la fecondazione non avviene in laboratorio;
- fecondazione eterologa, che prevede l’utilizzo di spermatozoi o ovuli da donatori esterni che non fanno dunque parte della coppia.
Infine, le tecniche di terzo livello comprendono invece:
- AZH, o assisted zona hatching, che prevede la creazione di un’apertura nell’ovulo per facilitare l’impianto in utero;
- DGP, ossia la diagnosi genetica preimpianto, che viene accoppiata alla FIVET e prevede l’analisi dell’embrione prima di trasferirlo in utero;
- recupero chirurgico, che viene attuato in caso di problemi agli spermatozoi, che in questo caso vengono recuperati direttamente dal testicolo e vengono successivamente utilizzati per FIVET o ICSI.
Le tecniche inserite nei LEA 2025
Con l’entrata in vigore dei nuovi LEA 2025, diverse tecniche di procreazione assistita sono state inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.
L’intento è quello di rendere la PMA accessibile in tutto il territorio nazionale a costo calmierato, tramite ticket compresi tra 100 e 300 euro, in base alla Regione.
Tra le prestazioni oggi garantite dai LEA 2025 rientrano la IUI, la FIVET e la ICSI, la crioconservazione di ovociti ed embrioni anche per scopi di preservazione della fertilità, il trasferimento embrionario e l’agoaspirazione follicolare. Tutte queste tecniche erano prima accessibili solo in regime privato e con grande disomogeneità regionale, mentre adesso sono diventate accessibili nei centri pubblici e privati convenzionati.