Apprendere senza giudicare: l’approccio innovativo di Daniele Novara
Quello della scuola è un mondo in continua evoluzione e, tra gli approcci che recentemente hanno preso piede, abbiamo anche il metodo Daniele Novara. Grazie a questa nuova metodologia che mette in discussione i sistemi di valutazione tradizionale, si potrebbe arrivare ad un apprendimento in cui ogni giudizio viene sospeso.
In effetti, il fine ultimo dell’educazione non dovrebbe essere la valutazione, ma l’apprendimento. Più che un voto, è importante dunque l’insieme dei mezzi utilizzati per ottenere un effettivo apprendimento. Questa nuova concezione della scuola si distacca completamente dalla didattica tradizionale e ha come fondamento la didattica attiva.
Cos’è il metodo Daniele Novara
Molte scuole e tantissimi insegnanti si domandano spesso come superare il classico sistema che spesso valuta solo il prodotto finito, ignorando il processo. In sostanza, una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di trasformare la scuola in un ambiente dove l’errore non sia stigmatizzato, ma accolto come parte imprescindibile dell’apprendimento
Il metodo Daniele Novara risponde a queste domande con una proposta articolata e radicale. Si tratta infatti di una metodologia innovativa che mira a cambiare radicalmente la scuola, prefissandosi di avvicinarsi maggiormente ai bisogni dei giovani alunni.
Il metodo prevede un ambiente educativo improntato sulle relazioni tra docenti e studenti. L’errore, in particolare, non va colpevolizzato, ma utilizzato per crescere. L’ambiente scolastico, oltre a non dover essere giudicante, deve educare al dialogo e mirare all’autonomia di ciascuno studente.
Applicare il metodo Daniele Novara significa inoltre concepire gli alunni come veri e propri protagonisti. Da questo punto di vista, si supera la vecchia concezione di insegnante come detentore del sapere che viene trasferito passivamente agli allievi. Al contrario, bisognerà collaborare per costruire insieme gli apprendimenti.
La collaborazione si può realizzare tramite laboratori, attività e progetti di gruppo. Quanto all’insegnante, dovrà svolgere un ruolo di coordinamento.
Chi è il pedagogista Daniele Novara
Il metodo Daniele Novara prende il nome dal pedagogista che lo ha teorizzato. Novara non è solo pedagogista di fama internazionale, ma anche autore di libri e formatore.
Dal 1989 ha fondato e gestisce il CPP, ossia il Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti.
Daniele Novara ha una carriera trentennale, fatta sia di ricerca che di attività formative dirette ai docenti. La sua attività gli ha permesso lo sviluppo di un metodo realmente vicino ai bisogni degli studenti. Il suo metodo, inoltre, tiene conto delle esigenze degli insegnanti e dei familiari degli alunni.
La rivoluzione del sistema educativo: una scuola senza voti
Il metodo Daniele Novara, se applicato correttamente, potrebbe portare a una rivoluzione del sistema educativo.
Oggi siamo ancora lontani da una scuola senza voti, eppure questo modo di concepire l’educazione appare riduttivo. Non è infatti possibile ridurre a un semplicissimo numero l’apprendimento.
Eppure, questo modo di interpretare e valutare gli apprendimenti degli studenti è radicato nella scuola, non solo in Italia ma anche all’estero. La maggior parte degli istituti scolastici si limita a punire gli errori, senza trasformarli in spunti per migliorare.
Per superare questa concezione, negli anni sono stati proposti diversi metodi. Tra questi, appunto, il metodo Daniele Novara, che si propone di trasformare l’educazione in un’esperienza relazionale in grado di garantire un’effettiva crescita personale degli alunni.
Di conseguenza, la relazione tra insegnante e studente, ma anche tra i vari alunni, acquisisce un ruolo fondamentale.
Il docente ha un ruolo di facilitatore e guida, non di semplice detentore del sapere.
Ogni relazione in ambiente scolastico dovrà essere caratterizzata da empatia, ascolto e riconoscimento dell’altro come soggetto attivo.
La crescita integrale della persona
L’applicazione del metodo Daniele Novara nelle scuole potrebbe infatti promuovere non solo la creazione di relazioni e l’apprendimento. La metodologia mira alla crescita integrale della persona.
Una scuola dove il metodo viene applicato è un istituto dove non vengono assegnate valutazioni e non vengono classificati gli allievi. Al contrario, si lavora per sviluppare le potenzialità del singolo alunno.
I capisaldi del metodo Daniele Novara
Ma come si arriva a questa crescita integrale della persona? Sospendere le valutazioni non basta: per passare dalla scuola dei voti a quella delle relazioni bisognerà far riferimento ai capisaldi sui quali si basa il metodo Daniele Novara, che sono essenzialmente quattro:
- conflitti come opportunità
- sospensione di ogni giudizio
- apprendimento cooperativo
- esperienze concrete.
Uno degli aspetti che più caratterizza il metodo Novara è l’apprendimento cooperativo. Basato su progetti di gruppo e collaborazioni condivise, il metodo permette agli studenti di non agire come individui isolati, ma di arricchirsi reciprocamente.
Inoltre, le esperienze concrete differiscono dal classico ascolto passivo previsto dal sistema scolastico ordinario. Le scuole devono trasformarsi in veri e propri laboratori dove gli studenti sono chiamati ad agire in prima persona.
Dai voti alla valutazione evolutiva
Una delle caratteristiche che rende il metodo Daniele Novara così innovativo è la cosiddetta valutazione evolutiva.
Come già anticipato diverse volte, la scuola secondo Novara deve sospendere i semplici giudizi numerici. Al suo posto, dovranno essere sostituite queste nuove valutazioni.
Al posto del semplice numero, andrà effettuata una valutazione personalizzata, che tenga conto del punto di partenza dell’alunno.
Da questo punto di partenza, si analizzeranno le competenze acquisite, l’effettiva partecipazione, l’eventuale sviluppo personale maturato, le capacità relazionali e quelle di lavoro di gruppo.
In questa tipologia di valutazione, eventuali errori non vengono sottolineati come aspetti negativi. Ogni errore rappresenta infatti un’opportunità formativa per apprendere nuove cose.
La prima esperienza in Italia
La prima esperienza italiana di applicazione del metodo Daniele Novara a scuola è recentissima. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, infatti, la metodologia è stata applicata alla scuola media della Fondazione Licei San Benedetto a Piacenza.
Nel pieno rispetto del metodo, da quest’anno i voti numerici sono stati aboliti. Inoltre, l’approccio didattico si basa sul rendere protagonisti gli studenti.
Verranno organizzati laboratori e lavori di gruppo e i docenti dovranno agire come dei “registi”. Il loro compito, come abbiamo detto, è quello della coordinazione, mentre i veri protagonisti saranno gli alunni.
