ANAC: cos’è, storia, funzioni, servizi, sanzioni e casi principali
L’ANAC è l’Autorità Nazionale Anticorruzione, un’autorità amministrativa indipendente che opera nella prevenzione della corruzione, nella trasparenza, nei contratti pubblici e nella tutela del whistleblowing. Non è un organo di polizia e non sostituisce magistratura, procure, Corte dei conti o amministrazioni competenti.
L’Autorità vigila sul rispetto di specifiche disposizioni, adotta atti di regolazione e indirizzo, gestisce importanti banche dati, formula pareri, segnala criticità a Governo e Parlamento e, nei casi stabiliti dalla legge, applica sanzioni amministrative.
Nel settore degli appalti può anche intervenire in giudizio per contestare atti illegittimi di particolare rilevanza.
ANAC in breve
| Aspetto | Informazione essenziale |
|---|---|
| Denominazione | Autorità Nazionale Anticorruzione |
| Natura | Autorità amministrativa indipendente |
| Principali competenze | Anticorruzione, trasparenza, appalti pubblici, whistleblowing, inconferibilità, incompatibilità e pantouflage |
| Strumenti | Vigilanza, regolazione, pareri, ordini, banche dati, segnalazioni e sanzioni previste dalla legge |
| Servizi più cercati | CIG, BDNCP, FVOE, Piattaforma Contratti Pubblici, casellario, delibere e piattaforma whistleblowing |
| Sede istituzionale | Via Marco Minghetti 10, Roma |
| Portale ufficiale | anticorruzione.it |
Chi cerca il sito ANAC, i servizi online o l’accesso alle banche dati dovrebbe utilizzare esclusivamente il portale istituzionale. Recapiti, PEC, moduli e modalità di autenticazione possono cambiare e devono essere verificati nella sezione ufficiale dedicata ai contatti e ai servizi.
La storia dell’ANAC: dalla CIVIT all’assorbimento dell’AVCP
L’ANAC attuale è il risultato di una progressiva estensione delle funzioni di controllo e prevenzione.
- 2009: il decreto legislativo n. 150/2009 istituisce la CIVIT, Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche.
- 2012: la legge n. 190 del 6 novembre 2012, nota come legge anticorruzione, individua nella Commissione l’autorità nazionale competente per la prevenzione della corruzione.
- 2013: il decreto-legge n. 101/2013, convertito dalla legge n. 125/2013, consolida la denominazione di Autorità Nazionale Anticorruzione. Nello stesso periodo entrano in vigore il decreto legislativo n. 33/2013 sulla trasparenza e il decreto legislativo n. 39/2013 su inconferibilità e incompatibilità.
- 2014: l’articolo 19 del decreto-legge n. 90/2014, convertito dalla legge n. 114/2014, sopprime l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, conosciuta come AVCP, e trasferisce le relative funzioni all’ANAC.
- 2016: il decreto legislativo n. 50/2016 attribuisce all’Autorità un ruolo centrale nella regolazione e nella vigilanza sul mercato dei contratti pubblici.
- 2017: la legge n. 179/2017 rafforza la tutela dei dipendenti che segnalano illeciti nel settore pubblico.
- 2023: il decreto legislativo n. 36/2023 introduce il nuovo Codice dei contratti pubblici, mentre il decreto legislativo n. 24/2023 ridisegna la disciplina del whistleblowing nel settore pubblico e in quello privato.
- 2024: diventa pienamente operativo il sistema di digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici basato sull’interoperabilità con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici.
- 2025: la delibera ANAC n. 126 dell’11 marzo 2025 disciplina il procedimento sanzionatorio collegato alla qualificazione delle stazioni appaltanti.
- 2026: il Piano Nazionale Anticorruzione 2026-2028 viene approvato con delibera n. 19 del 28 gennaio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 2026.
Il passaggio dall’AVCP all’ANAC spiega perché l’Autorità si occupi contemporaneamente di prevenzione della corruzione e di appalti.
Le sigle AVCP, AVCpass, PassOE, SIMOG e SmartCIG continuano a comparire in documenti o procedure meno recenti, ma devono essere interpretate alla luce degli attuali strumenti digitali.
Organizzazione e indipendenza dell’Autorità
L’ANAC non è un Ministero e non dipende gerarchicamente dal Governo.
Opera con autonomia organizzativa e indipendenza di giudizio e valutazione, nei limiti delle competenze attribuite dalla legge.
L’organo di vertice è collegiale ed è composto dal presidente e da quattro componenti.
La durata ordinaria dell’incarico è di sei anni e non è rinnovabile. La composizione può cambiare nel tempo: per conoscere il presidente ANAC e i componenti in carica è quindi opportuno consultare la sezione dedicata agli organi sul portale istituzionale. Tra i presidenti che hanno segnato la storia dell’Autorità figura Raffaele Cantone, in carica dal 2014 al 2019 nella fase di integrazione delle funzioni dell’ex AVCP. Giuseppe Busia è stato nominato presidente nel 2020.
L’ANAC presenta inoltre una relazione annuale al Parlamento, nella quale illustra l’attività svolta e le principali criticità riscontrate nei settori sottoposti a vigilanza.
Quali sono le funzioni dell’ANAC
Le competenze dell’Autorità possono essere suddivise in sette aree principali:
- Prevenzione della corruzione
Adozione del Piano Nazionale Anticorruzione, vigilanza sulle misure organizzative e indirizzi ai soggetti obbligati. - Trasparenza amministrativa
Controllo sugli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n. 33/2013. - Contratti pubblici
Vigilanza su programmazione, affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture. - Digitalizzazione degli appalti
Gestione della BDNCP e dei servizi collegati a CIG, FVOE e Piattaforma Contratti Pubblici. - Whistleblowing
Gestione delle segnalazioni esterne e applicazione delle tutele e delle sanzioni previste dal decreto legislativo n. 24/2023. - Inconferibilità, incompatibilità e pantouflage
Vigilanza sugli incarichi pubblici e sui passaggi verso soggetti privati. - Regolazione e attività consultiva
Adozione di regolamenti, atti generali, bandi tipo, pareri di precontenzioso e segnalazioni istituzionali.
Queste funzioni non attribuiscono all’ANAC un potere generale su qualsiasi irregolarità amministrativa. Ogni intervento deve avere una precisa base normativa e rispettare il procedimento previsto.
Piano Nazionale Anticorruzione, PIAO e ruolo del RPCT
La legge n. 190/2012 costituisce il riferimento generale del sistema italiano di prevenzione della corruzione.
L’ANAC predispone il Piano Nazionale Anticorruzione, abbreviato in PNA, che definisce priorità, indirizzi e metodologie per l’individuazione dei rischi corruttivi.
Il PNA 2026-2028, approvato con delibera n. 19 del 28 gennaio 2026, è il riferimento per il relativo ciclo programmatorio.
Il Piano non sostituisce l’analisi che ogni ente deve svolgere sui propri processi: un’azienda sanitaria, un’università, un ministero e un piccolo comune presentano rischi diversi.
Dopo l’introduzione del PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione, molte amministrazioni inseriscono la programmazione anticorruzione nella sottosezione dedicata a rischi corruttivi e trasparenza. I riferimenti normativi che utilizzano ancora le espressioni Piano triennale di prevenzione della corruzione e Programma per la trasparenza devono pertanto essere coordinati con la disciplina sopravvenuta.
All’interno di ciascuna amministrazione assume un ruolo centrale il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, o RPCT.
Il responsabile propone le misure, monitora l’attuazione del sistema e gestisce specifici adempimenti, ma non è l’unico soggetto responsabile: dirigenti, dipendenti e organi di indirizzo devono concorrere all’effettiva prevenzione.
Il PNA è soprattutto uno strumento preventivo. Non accerta reati e non trasforma automaticamente ogni inosservanza organizzativa in un episodio di corruzione.
Trasparenza amministrativa e ordini di pubblicazione
Il decreto legislativo n. 33/2013 disciplina gli obblighi di pubblicazione delle amministrazioni e degli altri soggetti compresi nel suo ambito di applicazione.
L’articolo 45 attribuisce all’ANAC il compito di controllarne l’adempimento. L’Autorità può:
- chiedere informazioni, documenti e chiarimenti;
- ordinare la pubblicazione di dati o atti mancanti;
- chiedere l’adozione degli atti necessari;
- ordinare la rimozione di comportamenti contrari alla disciplina sulla trasparenza;
- segnalare le violazioni agli organi competenti;
- applicare le sanzioni previste per specifiche fattispecie.
Il termine assegnato dall’ANAC per adempiere a un ordine di pubblicazione non può superare 30 giorni. L’intervento non costituisce una condanna penale: mira a ripristinare il rispetto degli obblighi di conoscibilità dell’attività amministrativa.
La sezione Amministrazione trasparente dei siti pubblici deve essere organizzata e aggiornata secondo la normativa vigente.
Pubblicare non significa, tuttavia, diffondere indiscriminatamente qualsiasi documento. Gli obblighi di trasparenza devono essere bilanciati con la protezione dei dati personali, la riservatezza commerciale e gli altri limiti stabiliti dalla legge.
L’ANAC non decide ogni singola richiesta di accesso civico. L’accesso civico semplice o generalizzato segue il procedimento dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 33/2013, con il coinvolgimento dell’amministrazione, del RPCT nei casi previsti e degli eventuali controinteressati.
ANAC e appalti pubblici: vigilanza sull’intero ciclo del contratto
L’articolo 222 del decreto legislativo n. 36/2023 disciplina le principali funzioni dell’ANAC nel settore dei contratti pubblici. La vigilanza può interessare lavori, servizi, forniture e concessioni, nei settori ordinari e speciali.
Il controllo non riguarda soltanto la gara. In relazione alle competenze attribuite dalla legge può estendersi a:
- programmazione dell’acquisto;
- progettazione e predisposizione della procedura;
- scelta del contraente;
- verifica dei requisiti degli operatori;
- stipulazione del contratto;
- esecuzione, varianti, proroghe e subappalti;
- collaudo o verifica di conformità;
- rispetto degli obblighi informativi e di digitalizzazione.
Anche i contratti esclusi, secretati o sottoposti a particolari misure di sicurezza possono rientrare, entro determinati limiti, nella vigilanza dell’Autorità. L’esclusione dall’applicazione di alcune disposizioni del Codice non comporta necessariamente l’assenza di controlli.
CIG, BDNCP, FVOE e servizi online ANAC
Una parte rilevante delle ricerche sull’ANAC riguarda i servizi digitali per gli appalti pubblici.
| Servizio | A cosa serve |
|---|---|
| CIG | Il Codice identificativo di gara consente di identificare e tracciare la procedura o il contratto |
| BDNCP | La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici raccoglie e rende disponibili dati sul ciclo di vita dei contratti |
| PCP | La Piattaforma Contratti Pubblici assicura servizi e interoperabilità nell’ecosistema digitale degli appalti |
| FVOE | Il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico permette la verifica dei requisiti di partecipazione |
| Casellario informatico | Contiene annotazioni rilevanti sugli operatori economici, con livelli di accesso differenti in base alla natura dei dati |
| Qualificazione | Consente di verificare il possesso dei requisiti delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza |
| Contributo ANAC | Riguarda i versamenti dovuti per determinate procedure secondo importi e modalità stabiliti dalle delibere vigenti |
Dal 1° gennaio 2024 il CIG viene normalmente acquisito attraverso piattaforme di approvvigionamento digitale certificate e interoperabili con la BDNCP.
Le istruzioni che fanno riferimento esclusivamente a SmartCIG, SIMOG, AVCpass o PassOE possono riguardare procedure precedenti o flussi ormai superati.
Per cercare un CIG, verificare una procedura o consultare i dati pubblici di un appalto occorre utilizzare i servizi della BDNCP accessibili dal portale ANAC. L’accesso alle funzioni riservate può richiedere identità digitale, profilazione e associazione a un’amministrazione o a un operatore economico.
Gli importi del contributo ANAC possono variare. Prima di effettuare un pagamento è necessario consultare la delibera applicabile all’anno e alla procedura interessata.
Pareri di precontenzioso, vigilanza collaborativa e ricorsi
L’ANAC dispone di strumenti diversi dalla sanzione.
Il parere di precontenzioso, disciplinato dall’articolo 220 del decreto legislativo n. 36/2023, permette all’Autorità di pronunciarsi su questioni sorte durante una procedura di affidamento.
Se le parti hanno preventivamente accettato di attenersi al parere, questo produce gli effetti previsti dalla norma. Il parere può essere impugnato davanti al giudice amministrativo.
Con la vigilanza collaborativa, invece, l’ANAC svolge controlli preventivi su atti e procedure di particolare rilevanza sulla base di appositi protocolli.
Lo scopo è individuare criticità prima che producano contenzioso o danni per l’interesse pubblico.
L’articolo 220 attribuisce inoltre all’Autorità una speciale legittimazione ad agire in giudizio contro atti relativi a contratti di rilevante impatto che presentino gravi violazioni della normativa.
Di regola, l’ANAC formula prima un parere motivato alla stazione appaltante, invitandola a conformarsi. Se l’amministrazione non interviene, l’Autorità può proporre ricorso nei termini previsti.
L’ANAC non annulla in via generale le gare e non sostituisce automaticamente la stazione appaltante. Può adottare gli atti attribuiti dalla legge, formulare pareri, segnalare violazioni e attivare il giudice amministrativo nei casi previsti.
Whistleblowing: quando si può segnalare all’ANAC
Il decreto legislativo n. 24 del 10 marzo 2023 attribuisce all’ANAC competenze sulle segnalazioni esterne di violazioni conosciute nel contesto lavorativo. Il whistleblowing non coincide con un reclamo personale o con una generica contestazione del rapporto di lavoro.
Il canale esterno ANAC può essere utilizzato quando ricorre almeno una delle condizioni previste dall’articolo 6, tra cui:
- il canale interno obbligatorio non è stato attivato o non è conforme alla legge;
- una precedente segnalazione interna non ha avuto seguito;
- esistono fondati motivi per ritenere che la segnalazione interna non sarebbe efficace o potrebbe provocare ritorsioni;
- la violazione può costituire un pericolo imminente o manifesto per il pubblico interesse.
La segnalazione deve essere presentata attraverso il canale ufficiale indicato dall’Autorità, progettato per tutelare identità e riservatezza. L’invio a una casella e-mail ordinaria o a un recapito generico può non garantire le stesse protezioni.
Le tutele possono estendersi, nei casi stabiliti dal decreto, a facilitatori, colleghi, familiari ed enti collegati alla persona segnalante. Una segnalazione archiviata non è automaticamente falsa e non determina di per sé una sanzione per il segnalante.
L’ANAC non sostituisce l’autorità giudiziaria. Se emergono fatti penalmente rilevanti, la documentazione può essere trasmessa alle istituzioni competenti nel rispetto delle garanzie di riservatezza.
Inconferibilità, incompatibilità e pantouflage
Il decreto legislativo n. 39/2013 disciplina le ipotesi in cui un incarico pubblico non può essere attribuito o mantenuto.
L’inconferibilità impedisce di conferire un incarico in presenza di determinate condanne, precedenti incarichi o cariche politiche individuati dalla legge. L’incompatibilità riguarda invece situazioni in cui due incarichi o attività non possono essere svolti contemporaneamente. In quest’ultimo caso può essere necessario scegliere quale posizione mantenere.
L’ANAC vigila sulla corretta applicazione della disciplina, mentre il RPCT dell’ente svolge le contestazioni e gli accertamenti di propria competenza. Non ogni conflitto di interessi coincide con una causa di inconferibilità o incompatibilità: si tratta di istituti distinti, con presupposti ed effetti differenti.
Il pantouflage, o divieto di revolving doors, è disciplinato dall’articolo 53, comma 16-ter, del decreto legislativo n. 165/2001.
In determinate condizioni, chi ha esercitato poteri autoritativi o negoziali per una pubblica amministrazione non può lavorare, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto, per i soggetti privati destinatari di tali poteri.
La violazione può comportare la nullità di contratti e incarichi, il divieto temporaneo per il soggetto privato di contrattare con la pubblica amministrazione e la restituzione dei compensi percepiti.
L’ANAC ha disciplinato la propria attività di vigilanza e sanzionatoria con il regolamento approvato mediante delibera n. 493-bis del 25 settembre 2024.
Quando l’ANAC può applicare sanzioni
L’ANAC non dispone di un potere sanzionatorio generale. Ogni sanzione richiede una norma attributiva, una contestazione, la partecipazione dell’interessato al procedimento e un provvedimento motivato.
| Ambito | Principali conseguenze previste |
|---|---|
| Misure anticorruzione e codici di comportamento | L’articolo 19 del decreto-legge n. 90/2014 prevede, per le omissioni indicate dalla norma, sanzioni da 1.000 a 10.000 euro |
| Trasparenza | L’articolo 47 del decreto legislativo n. 33/2013 prevede sanzioni da 500 a 10.000 euro per specifiche violazioni, non per ogni irregolarità di pubblicazione |
| Richieste ANAC nei contratti pubblici | L’omissione o il rifiuto ingiustificato di informazioni e documenti può comportare sanzioni da 500 a 5.000 euro |
| Dati o documenti non veritieri | Nei casi previsti dall’articolo 222 del decreto legislativo n. 36/2023 la sanzione può variare da 500 a 10.000 euro |
| Whistleblowing | Ritorsioni, ostacoli, violazioni della riservatezza e mancata attivazione dei canali possono comportare sanzioni da 10.000 a 50.000 euro |
| Segnalazioni dolosamente o gravemente colpose | Nei casi e alle condizioni dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 24/2023 sono previste sanzioni da 500 a 2.500 euro |
| Qualificazione delle stazioni appaltanti | La disciplina attuativa può prevedere sanzioni da 500 euro a un milione di euro e misure sulla qualificazione per le violazioni più gravi |
La delibera n. 126 dell’11 marzo 2025 disciplina il procedimento sanzionatorio collegato alla qualificazione delle stazioni appaltanti. Importo, destinatario e misure accessorie dipendono dalla condotta accertata e dalla disposizione applicata.
La presenza di una sanzione amministrativa non esclude eventuali responsabilità penali, contabili, civili o disciplinari. Queste devono però essere accertate dalle autorità competenti nei rispettivi procedimenti.
I poteri straordinari nei contratti coinvolti in indagini
L’articolo 32 del decreto-legge n. 90/2014 consente di adottare misure straordinarie nei confronti di imprese coinvolte nell’esecuzione di contratti pubblici quando ricorrono procedimenti per determinati reati contro la pubblica amministrazione o situazioni anomale indicative di condizionamenti illeciti.
Il presidente dell’ANAC può formulare una proposta al prefetto competente.
Le misure possono consistere nel rinnovo degli organi sociali, nel sostegno e monitoraggio dell’impresa oppure nella gestione straordinaria e temporanea limitata all’esecuzione del contratto interessato.
Il cosiddetto commissariamento non equivale a una condanna penale e non coinvolge necessariamente l’intera attività dell’impresa. La finalità è tutelare la continuità del contratto pubblico, l’interesse collettivo e le risorse impiegate, evitando che l’esecuzione resti esposta a possibili condizionamenti.
Casi reali di intervento dell’ANAC
Expo Milano 2015
Dopo le indagini che nel 2014 coinvolsero alcuni appalti collegati a Expo Milano 2015, il decreto-legge n. 90/2014 attribuì al presidente dell’ANAC compiti di alta sorveglianza sulle procedure dell’evento.
Fu istituita un’unità operativa speciale incaricata di effettuare controlli preventivi sugli atti di gara e sull’esecuzione dei contratti.
Le misure straordinarie dell’articolo 32 furono applicate anche a specifici appalti riconducibili a Maltauro. L’esperienza Expo divenne un modello di controllo preventivo seguito anche attraverso la collaborazione tra ANAC e OCSE.
MOSE e Consorzio Venezia Nuova
Le vicende giudiziarie legate al MOSE di Venezia determinarono l’applicazione di misure straordinarie al Consorzio Venezia Nuova.
La gestione prefettizia, adottata nel quadro dei poteri introdotti nel 2014 anche su impulso dell’ANAC, aveva l’obiettivo di proseguire l’esecuzione dell’opera separandola dalle condotte sottoposte ad accertamento penale.
Il caso mostra la differenza tra procedimento giudiziario e misura amministrativa di tutela del contratto: la seconda non stabilisce la responsabilità penale degli interessati.
Roma Capitale e l’indagine Mafia Capitale
Dopo l’emersione dell’inchiesta nota come Mafia Capitale, l’ANAC svolse attività ispettive sugli affidamenti di Roma Capitale.
Le relazioni evidenziarono criticità nell’uso di procedure negoziate, proroghe, affidamenti emergenziali e controlli sull’esecuzione.
L’Autorità analizzò il funzionamento del sistema amministrativo e trasmise gli elementi di competenza alle istituzioni interessate. Le responsabilità penali rimasero invece affidate alla magistratura.
Questi casi non significano che ogni intervento dell’ANAC accerti un episodio di corruzione. Illustrano strumenti differenti: alta sorveglianza, vigilanza, ispezione, segnalazione e gestione straordinaria dei contratti.
Sentenze chiave per le materie di competenza ANAC
La giurisprudenza ha chiarito nel tempo i limiti della trasparenza, delle annotazioni nel casellario e degli obblighi dichiarativi negli appalti.
| Decisione | Principio rilevante |
|---|---|
| Corte costituzionale, sentenza n. 20/2019 | Ha dichiarato sproporzionato l’obbligo generalizzato di pubblicare dati reddituali e patrimoniali per tutti i dirigenti pubblici, richiedendo una differenziazione in base al ruolo e alla posizione ricoperta |
| Consiglio di Stato, sezione V, 21 febbraio 2020, n. 1318 | Ha chiarito che l’annotazione di una notizia non automaticamente dovuta nel casellario ANAC deve essere motivata anche con riferimento alla sua utilità per valutare l’affidabilità dell’operatore |
| Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 2 aprile 2020, n. 10 | Ha riconosciuto l’applicabilità dell’accesso civico generalizzato agli atti delle procedure di gara e dell’esecuzione, nel rispetto delle esclusioni e dei limiti dell’articolo 5-bis del decreto legislativo n. 33/2013 |
| Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 28 agosto 2020, n. 16 | Ha distinto falsità, omissioni e informazioni fuorvianti nelle dichiarazioni di gara, precisando che non ogni carenza produce il medesimo automatismo espulsivo |
Le decisioni riferite al precedente Codice dei contratti continuano a essere utili per comprendere alcuni principi, ma devono essere verificate rispetto al decreto legislativo n. 36/2023 e alla normativa successiva.
La sentenza n. 20/2019 è particolarmente importante perché dimostra che trasparenza e protezione dei dati non sono valori contrapposti in modo assoluto. L’amministrazione deve pubblicare ciò che la legge impone, rispettando proporzionalità, finalità e pertinenza dei dati.
Come presentare una segnalazione o un esposto all’ANAC
Prima di inviare una comunicazione occorre individuare il canale corretto.
- Per una segnalazione whistleblowing esterna deve essere utilizzata la piattaforma riservata dell’ANAC e devono ricorrere le condizioni del decreto legislativo n. 24/2023.
- Per criticità relative a un contratto pubblico occorre seguire il regolamento di vigilanza e utilizzare i moduli o i servizi indicati dall’Autorità.
- Per dati mancanti in Amministrazione trasparente può essere opportuno presentare prima un’istanza di accesso civico semplice all’ente obbligato.
- Per un possibile reato è necessario valutare la segnalazione alla procura della Repubblica o alle forze di polizia.
- Per un possibile danno erariale la competenza può appartenere alla Corte dei conti.
- Per contestare l’esito di una gara o un provvedimento lesivo può essere necessario rivolgersi tempestivamente al giudice amministrativo.
Una segnalazione efficace dovrebbe indicare fatti circostanziati, soggetti coinvolti, periodo, amministrazione, eventuale CIG e documenti disponibili. Affermazioni generiche, notizie già pubbliche prive di elementi ulteriori o questioni estranee alle competenze dell’Autorità possono essere archiviate o trasmesse ad altri enti.
Come cercare delibere, bandi e provvedimenti ANAC
Sul sito istituzionale è possibile consultare delibere, regolamenti, bandi tipo, comunicati del presidente, pareri di precontenzioso, atti di segnalazione e documenti relativi al PNA.
Per individuare il documento corretto è utile cercare mediante:
- numero e anno della delibera;
- data di adozione;
- norma richiamata;
- oggetto o amministrazione interessata;
- CIG della procedura;
- tipologia di atto.
Un comunicato del presidente, una delibera di vigilanza, un parere di precontenzioso e un provvedimento sanzionatorio hanno natura ed effetti differenti. Il titolo pubblicato sui motori di ricerca non è sufficiente per comprenderne il contenuto.
Come leggere correttamente un provvedimento ANAC
Per interpretare un atto dell’Autorità bisogna verificare almeno:
- la data, per individuare la normativa applicabile;
- la base giuridica, cioè gli articoli richiamati;
- il destinatario del provvedimento;
- la fase procedimentale, distinguendo avvio, richiesta istruttoria e decisione finale;
- la tipologia di potere, come vigilanza, ordine, parere, annotazione o sanzione;
- la motivazione e i fatti accertati;
- gli obblighi imposti e il termine per adempiere;
- le modalità di impugnazione indicate nell’atto;
- la notificazione o comunicazione, che non coincide necessariamente con la pubblicazione online.
I provvedimenti ANAC possono essere impugnati davanti al giudice competente secondo il rito e i termini applicabili. Nel settore degli appalti i termini possono essere particolarmente brevi. Occorre quindi conservare il testo integrale, gli allegati, il protocollo e la prova della ricezione.
Se mancano documenti, è possibile valutare l’accesso documentale ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge n. 241/1990 oppure l’accesso civico generalizzato previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 33/2013. Presupposti, limiti e soggetti legittimati non sono gli stessi.
Domande frequenti sull’ANAC
Che cos’è l’ANAC e a cosa serve?
L’ANAC è l’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Previene i rischi corruttivi, vigila sulla trasparenza e sui contratti pubblici, gestisce banche dati e servizi digitali e tutela il whistleblowing nei limiti stabiliti dalla legge.
ANAC e AVCP sono la stessa cosa?
Non esattamente. L’AVCP era l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. È stata soppressa nel 2014 e le sue funzioni sono state trasferite all’ANAC.
L’ANAC può indagare sui reati di corruzione?
Non svolge indagini penali e non può pronunciare condanne. Può acquisire informazioni per le proprie attività, svolgere ispezioni amministrative e trasmettere gli elementi rilevanti alla magistratura o alle altre autorità competenti.
L’ANAC può annullare una gara d’appalto?
Non dispone di un generale potere di annullamento delle gare.
Può esercitare la vigilanza, formulare pareri, chiedere interventi correttivi e, nei casi previsti dall’articolo 220 del Codice, impugnare gli atti davanti al giudice amministrativo.
Come si richiede un CIG ANAC?
Il CIG viene normalmente acquisito attraverso una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata e interoperabile con la BDNCP. Le modalità dipendono dal tipo di affidamento e dal ruolo dell’utente.
Dove si può cercare un CIG?
I dati pubblici relativi a CIG, procedure e contratti possono essere consultati attraverso i servizi della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici disponibili sul portale dell’Autorità.
Come si accede ai servizi ANAC?
L’accesso avviene dal portale ufficiale anticorruzione.it. Le funzioni riservate possono richiedere SPID, CIE o altre modalità di identificazione, oltre alla profilazione per l’amministrazione o l’operatore rappresentato.
Si può fare una segnalazione anonima?
Le segnalazioni prive dell’identità del segnalante possono essere trattate secondo contenuto e canale utilizzato, ma non consentono sempre di applicare immediatamente tutte le tutele previste dal decreto legislativo n. 24/2023. Se l’identità emerge successivamente in seguito a ritorsioni, possono operare le garanzie stabilite dalla legge.
L’ANAC può applicare sanzioni penali?
No. L’Autorità applica soltanto le sanzioni amministrative attribuitele dalla legge. Le sanzioni penali possono essere disposte esclusivamente dall’autorità giudiziaria.
Dove si trovano le delibere ANAC?
Le delibere sono pubblicate sul sito istituzionale e possono essere cercate per numero, anno, data, materia e parole presenti nell’oggetto. Per valutarne gli effetti è necessario leggere il testo integrale e gli eventuali allegati.
