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Bitcoin e Criptovalute: come funzionano e quali sono i pro e contro

Bitcoin e Criptovalute: come funzionano e quali sono i pro e contro

bitcoin e criptovalute
  • Sara Elia
  • 7 Luglio 2022
  • Guide
  • 16 minuti
  • 4 Novembre 2026

Bitcoin e criptovalute, perché sono diversi dal denaro tradizionale

Bitcoin e criptovalute hanno trasformato il modo in cui si parla di denaro digitale, trasferimento di valore e servizi finanziari. Da fenomeno conosciuto soprattutto da appassionati di tecnologia, il settore è diventato un mercato globale nel quale operano investitori, imprese, sviluppatori, intermediari finanziari e milioni di utenti.

Bitcoin rappresenta però soltanto una parte di questo ecosistema.
Oggi esistono migliaia di crypto-asset con caratteristiche molto differenti: alcune criptovalute sono progettate per trasferire valore, altre consentono di utilizzare smart contract, altre ancora cercano di mantenere un prezzo relativamente stabile rispetto a una valuta tradizionale.

Comprendere il settore significa quindi distinguere Bitcoin, blockchain, criptovalute, stablecoin, wallet ed exchange, evitando di considerarli sinonimi.
È altrettanto importante comprenderne i rischi. Il valore di un crypto-asset può oscillare rapidamente, una chiave privata persa può impedire definitivamente l’accesso ai fondi e un exchange può essere esposto ad attacchi informatici, frodi o problemi operativi.

Dal 2024 il quadro europeo è inoltre profondamente cambiato con l’applicazione del Regolamento MiCA, che ha introdotto regole comuni per una parte significativa del mercato delle cripto-attività e per i relativi fornitori di servizi.

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Che cosa sono Bitcoin e criptovalute?

Una criptovaluta è un’attività digitale che utilizza sistemi crittografici e, nella maggior parte dei casi, tecnologie a registro distribuito per consentire la registrazione e il trasferimento di valore. Il termine comprende però sistemi molto diversi tra loro.

Bitcoin è una specifica criptovaluta e la prima ad aver raggiunto un’adozione globale significativa. È basato su una rete decentralizzata nella quale le transazioni vengono registrate su una blockchain pubblica.
Altre criptovalute utilizzano blockchain differenti, regole monetarie diverse e meccanismi di consenso che possono non avere nulla a che vedere con quelli di Bitcoin.

In ambito normativo europeo viene utilizzato più frequentemente il termine crypto-asset o cripto-attività, che comprende una rappresentazione digitale di valore o di diritti trasferibile e memorizzabile elettronicamente attraverso una tecnologia a registro distribuito o una tecnologia analoga.

Bitcoin e criptovalute sono la stessa cosa?

No.
Bitcoin è una criptovaluta, ma non tutte le criptovalute sono Bitcoin. La distinzione può essere paragonata a quella tra una specifica tecnologia e la categoria più ampia alla quale appartiene.

Bitcoin possiede caratteristiche proprie:

  • una quantità massima programmata di circa 21 milioni di BTC;
  • una rete decentralizzata;
  • un sistema di consenso basato sulla Proof of Work;
  • assenza di un emittente centrale;
  • una blockchain pubblica;
  • un sistema di emissione programmato nel protocollo.

Altri crypto-asset possono invece essere emessi da aziende o fondazioni, utilizzare sistemi di consenso differenti, permettere l’esecuzione di smart contract oppure essere progettati per mantenere un valore stabile.
Per approfondire l’infrastruttura tecnologica alla base di molti di questi sistemi è possibile consultare l’articolo dedicato a come funziona la blockchain.

Come nasce Bitcoin?

Il progetto Bitcoin viene presentato nel 2008 attraverso il documento “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System“, pubblicato con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. L’identità reale della persona o del gruppo che utilizzava questo nome non è mai stata accertata in modo definitivo.

La rete Bitcoin entra in funzione nel gennaio 2009 con la creazione del primo blocco, conosciuto come genesis block.
Il progetto nasce con l’obiettivo di permettere trasferimenti elettronici di valore tra utenti senza dover necessariamente affidare ogni transazione a un intermediario finanziario centrale.

Questo non significa però che oggi l’ecosistema Bitcoin sia privo di intermediari. Molti utenti acquistano, vendono e custodiscono bitcoin attraverso exchange, broker e altri operatori centralizzati.

Come funziona la blockchain di Bitcoin?

La blockchain di Bitcoin è un registro distribuito nel quale vengono organizzate cronologicamente le transazioni confermate dalla rete. Le transazioni vengono raggruppate in blocchi collegati crittograficamente tra loro.
I partecipanti che eseguono software Bitcoin completo, spesso chiamati full node, verificano autonomamente che blocchi e transazioni rispettino le regole del protocollo.

Questo sistema rende estremamente difficile modificare retroattivamente transazioni già consolidate senza dover ricostruire anche il lavoro computazionale associato ai blocchi successivi.
Dire che una blockchain è sicura non significa però che ogni elemento dell’ecosistema sia invulnerabile.

Occorre distinguere tra:

  • sicurezza del protocollo;
  • sicurezza del wallet;
  • sicurezza delle chiavi private;
  • sicurezza dell’exchange;
  • sicurezza del dispositivo utilizzato dall’utente;
  • sicurezza degli smart contract e delle applicazioni collegate.

Molti incidenti nel settore crypto non richiedono infatti di “hackerare la blockchain”: è spesso sufficiente compromettere uno dei sistemi che permettono alle persone o agli intermediari di interagire con essa.

Le transazioni Bitcoin sono anonime?

Bitcoin viene talvolta definito una valuta anonima, ma questa descrizione non è precisa. Le transazioni registrate sulla blockchain sono pubblicamente consultabili e gli indirizzi coinvolti possono essere osservati da chiunque.
Bitcoin è quindi più correttamente descritto come un sistema pseudonimo: un indirizzo non contiene necessariamente il nome del suo titolare, ma le transazioni associate rimangono visibili sul registro.

Analisi on-chain, dati degli exchange e altre informazioni possono in alcuni casi consentire di collegare determinati indirizzi a persone, imprese o organizzazioni.

Che cos’è il mining di Bitcoin?

Bitcoin utilizza un meccanismo di consenso chiamato Proof of Work.
I miner utilizzano capacità computazionale per competere nella creazione di nuovi blocchi. Per proporre un blocco valido devono trovare una soluzione crittografica compatibile con il livello di difficoltà richiesto dalla rete.

Gli altri nodi verificano successivamente che il blocco e le transazioni rispettino le regole del protocollo. Il miner che produce un blocco valido può ricevere:

  • nuovi bitcoin generati secondo il programma di emissione;
  • le commissioni associate alle transazioni incluse nel blocco.

Il mining contribuisce quindi sia alla produzione dei nuovi blocchi sia alla sicurezza economica della rete.
È importante distinguere il mining legittimo dal cryptojacking, nel quale un soggetto utilizza senza autorizzazione le risorse informatiche di altre persone per effettuare attività di mining.

Perché esisteranno al massimo circa 21 milioni di bitcoin?

Una delle caratteristiche fondamentali di Bitcoin è la sua politica di emissione predeterminata. Il protocollo stabilisce che la quantità totale di bitcoin non possa superare circa 21 milioni di unità.
I nuovi BTC vengono introdotti attraverso la ricompensa assegnata ai miner quando viene prodotto un nuovo blocco.

Circa ogni 210.000 blocchi, approssimativamente ogni quattro anni, questa ricompensa viene dimezzata attraverso un evento chiamato halving. Dopo l’halving del 20 aprile 2024 la ricompensa per blocco è passata da 6,25 a 3,125 BTC.
Il prossimo dimezzamento è previsto indicativamente nel 2028 e dovrebbe portare la ricompensa a 1,5625 BTC. L’emissione continuerà a ridursi progressivamente fino a quando la quasi totalità dei 21 milioni di bitcoin sarà entrata in circolazione.

Bitcoin è immune dall’inflazione?

No. È importante distinguere tra inflazione dell’offerta monetaria di Bitcoin e perdita di potere d’acquisto.
Bitcoin possiede una politica di emissione prevedibile e non consente a un’autorità centrale di decidere arbitrariamente di creare nuove unità oltre le regole previste dal protocollo.

Questa scarsità programmata ha favorito il dibattito sul possibile utilizzo di Bitcoin come riserva di valore. Non significa però che Bitcoin sia “intoccabile dall’inflazione” o che protegga automaticamente il patrimonio.
Il suo prezzo rispetto all’euro, al dollaro e ai beni reali può aumentare o diminuire considerevolmente. La capacità di preservare il potere d’acquisto dipende quindi dal periodo analizzato e dalle condizioni del mercato.

Descrivere Bitcoin come una protezione garantita contro l’inflazione sarebbe pertanto scorretto.

Che cos’è un wallet di criptovalute?

Un wallet crypto è uno strumento che permette di gestire le informazioni crittografiche necessarie per controllare e utilizzare determinate criptovalute. Contrariamente a quanto può suggerire il nome, il wallet non contiene fisicamente bitcoin o altre criptovalute.

Gli asset rimangono registrati sulla blockchain. Il wallet gestisce invece le chiavi che permettono di autorizzarne l’utilizzo. Per comprendere in dettaglio i diversi modelli di custodia è possibile approfondire come funziona un cripto wallet.

Chiave privata, indirizzo pubblico e seed phrase

Tre concetti sono particolarmente importanti.

Chiave privata

La private key permette di firmare crittograficamente le operazioni necessarie per spendere o trasferire gli asset controllati. Deve rimanere segreta.
Chi ottiene il controllo della chiave privata può generalmente disporre dei relativi fondi.

Indirizzo pubblico

L’indirizzo può essere comunicato ad altri utenti per ricevere criptovalute.
Non deve essere confuso con la chiave privata: conoscere un indirizzo non consente, da solo, di spendere i fondi associati.

Seed phrase

Molti wallet utilizzano una sequenza di parole che consente di ricostruire le chiavi del portafoglio. La seed phrase o recovery phrase è quindi un’informazione estremamente sensibile.

Non dovrebbe essere inviata via email, salvata in servizi non sicuri o comunicata a presunti operatori di assistenza.

Hot wallet e cold wallet: qual è la differenza?

I wallet possono essere classificati anche in base alla loro esposizione alla rete.

Un hot wallet opera su un dispositivo connesso a Internet ed è generalmente più pratico per operazioni frequenti.
Un cold wallet conserva invece le informazioni critiche in un ambiente non costantemente connesso alla rete, riducendo alcune superfici di attacco online.

Nessuna delle due soluzioni elimina ogni rischio.
Un cold wallet può essere compromesso se l’utente perde la recovery phrase, utilizza un dispositivo contraffatto o firma inconsapevolmente una transazione malevola. Un hot wallet può invece essere maggiormente esposto a malware, phishing e compromissione del dispositivo.

Self-custody e custodia presso un exchange

Un’altra distinzione fondamentale riguarda chi controlla le chiavi. Nella self-custody è l’utente a custodire direttamente le proprie chiavi private.
Con un servizio custodial, come può accadere con un exchange centralizzato, è invece l’intermediario a gestire le chiavi o l’infrastruttura necessaria per movimentare gli asset.

La self-custody elimina alcuni rischi legati alla controparte, ma trasferisce sull’utente la responsabilità della conservazione delle chiavi. La custodia attraverso un intermediario può essere più semplice, ma introduce rischi differenti:

  • attacchi informatici;
  • errori operativi;
  • sospensione dei prelievi;
  • insolvenza dell’operatore;
  • compromissione delle infrastrutture di custodia.

La sicurezza dell’ecosistema richiede quindi di distinguere sempre tra sicurezza della blockchain e sicurezza di chi custodisce o gestisce gli asset. Questo tema è approfondito anche nell’articolo sulla Web3 security e le principali vulnerabilità.

Come si acquistano Bitcoin e criptovalute?

Uno dei metodi più diffusi consiste nell’utilizzare un exchange di criptovalute. Un exchange consente generalmente di:

  • depositare valuta tradizionale o crypto-asset;
  • acquistare e vendere criptovalute;
  • scambiare asset differenti;
  • custodire temporaneamente o stabilmente gli asset;
  • effettuare prelievi verso wallet esterni.

Esistono però anche piattaforme decentralizzate e sistemi peer-to-peer che funzionano in maniera differente. La presenza di un exchange dimostra perché non sia corretto affermare in senso assoluto che le criptovalute eliminano gli intermediari.

Bitcoin permette davvero di operare senza intermediari?

La rete Bitcoin permette tecnicamente a due utenti di trasferire valore senza dover necessariamente chiedere a una banca di registrare l’operazione. Se entrambi controllano direttamente le proprie chiavi, il trasferimento può essere effettuato attraverso la rete Bitcoin senza un custode centrale.
Questo è uno degli elementi più innovativi del progetto.

Nella pratica, tuttavia, gran parte dell’attività economica legata alle criptovalute passa attraverso intermediari:

  • exchange;
  • custodian;
  • broker;
  • provider di pagamento;
  • emittenti di stablecoin;
  • piattaforme di servizi crypto.

Il livello di decentralizzazione dipende quindi dal sistema e dal modo in cui viene utilizzato.

Bitcoin è adatto ai pagamenti?

Bitcoin nasce come sistema di pagamento elettronico peer-to-peer, ma la blockchain principale presenta limiti di capacità e tempi di conferma che la rendono differente dai tradizionali circuiti di pagamento centralizzati.
Non è corretto descrivere il sistema attraverso una soglia rigida del tipo “sette transazioni al secondo oltre la quale Bitcoin rallenta”.

La capacità effettiva dipende dallo spazio disponibile nei blocchi, dalla dimensione delle transazioni e dalla domanda presente sulla rete.
Per consentire pagamenti più rapidi e con costi potenzialmente inferiori sono stati sviluppati sistemi di secondo livello, tra cui il Lightning Network, nel quale molte operazioni possono avvenire senza essere registrate individualmente sulla blockchain principale.

Che cosa sono le stablecoin?

Le stablecoin sono crypto-asset progettati per mantenere un valore relativamente stabile rispetto a un determinato riferimento, spesso una valuta come euro o dollaro. Non devono essere confuse con Bitcoin.

Bitcoin possiede un prezzo determinato dal mercato e può subire oscillazioni molto ampie. Una stablecoin cerca invece di mantenere un rapporto stabile con l’attività di riferimento attraverso meccanismi che possono prevedere riserve, attività finanziarie, garanzie o altri sistemi.

La parola “stable” non significa però assenza di rischio. Tra i possibili problemi vi sono:

  • perdita dell’ancoraggio, o depeg;
  • rischio dell’emittente;
  • qualità o disponibilità delle riserve;
  • rischio di controparte;
  • rischio tecnologico;
  • rischio normativo.

Nell’Unione europea MiCA distingue in particolare gli asset-referenced token e gli e-money token, sottoponendoli a specifici requisiti.

Quali sono i vantaggi di Bitcoin e criptovalute?

I possibili vantaggi dipendono dal tipo di crypto-asset e dall’utilizzo concreto.

Mercato attivo 24 ore su 24

I mercati crypto operano generalmente 24 ore su 24 e sette giorni su sette, senza le tradizionali chiusure giornaliere e settimanali tipiche di molti mercati finanziari.
Questo non significa che ogni singolo exchange o servizio sia sempre disponibile: manutenzioni, incidenti e sospensioni possono temporaneamente impedire determinate operazioni.

Trasferimento globale di valore

Le blockchain pubbliche possono consentire di trasferire asset tra indirizzi localizzati in Paesi diversi utilizzando la stessa infrastruttura tecnologica.
La possibilità concreta di utilizzare il servizio dipende comunque da normativa, piattaforma, asset e infrastruttura utilizzata.

Possibilità di self-custody

Alcune criptovalute permettono agli utenti di controllare direttamente le proprie chiavi senza affidare necessariamente la custodia a una banca o a un altro intermediario.

Trasparenza del registro

Su blockchain pubbliche come Bitcoin le transazioni possono essere verificate direttamente sul registro. Questa trasparenza non significa però conoscere automaticamente l’identità reale di tutti gli utenti.

Programmabilità

Alcune blockchain consentono di utilizzare smart contract per realizzare applicazioni e servizi che vanno oltre il semplice trasferimento di valore. Questa caratteristica ha favorito lo sviluppo di DeFi, tokenizzazione e numerosi altri servizi digitali.

Offerta programmata di Bitcoin

Nel caso specifico di Bitcoin, la quantità massima e il ritmo di emissione sono determinati dalle regole del protocollo anziché dalle decisioni discrezionali di una banca centrale.

Quali sono gli svantaggi e i rischi?

I possibili vantaggi devono essere valutati insieme a rischi molto rilevanti.

Volatilità

Il prezzo di Bitcoin e di molte altre criptovalute può aumentare o diminuire rapidamente. La volatilità non deve quindi essere descritta semplicemente come un vantaggio perché “il valore può salire”: lo stesso meccanismo può produrre perdite consistenti.

Perdita del capitale

Non esiste alcuna garanzia che un crypto-asset mantenga o recuperi il proprio valore. Le autorità europee continuano a ricordare che alcune cripto-attività possono comportare anche la perdita totale del capitale investito.

Perdita delle chiavi

In un sistema self-custody, perdere definitivamente le informazioni necessarie per recuperare la private key può rendere gli asset non più accessibili. Non esiste necessariamente un servizio centrale capace di reimpostare la password o ricostruire il wallet.

Errori irreversibili

Inviare criptovalute a un indirizzo errato o utilizzare una rete incompatibile può provocare la perdita dei fondi. Le normali transazioni blockchain non dispongono di un pulsante universale di annullamento paragonabile allo storno di alcuni sistemi finanziari tradizionali.

Hacking e malware

Wallet, exchange, computer e smartphone possono essere compromessi.

Un malware può sottrarre credenziali, manipolare indirizzi o consentire agli aggressori di accedere a informazioni sensibili.

Phishing e social engineering

I cyber criminali possono imitare exchange, wallet o servizi di assistenza per convincere l’utente a fornire password, codici o seed phrase. Le tecniche sono sempre più sofisticate e comprendono siti falsi, account social, applicazioni contraffatte e falsi investimenti.

Truffe legate agli investimenti

Il settore crypto viene frequentemente sfruttato anche come tema narrativo per organizzare frodi che non dipendono da una vulnerabilità della blockchain.
Promesse di rendimenti garantiti, piattaforme inesistenti, falsi broker e schemi di investimento sono alcuni esempi. 
Abbiamo approfondito il fenomeno nelle guide dedicate alle truffe in criptovalute e alle principali crypto scam.

Rischio dell’intermediario

Affidare gli asset a un exchange significa dipendere anche dalla sicurezza, dalla gestione finanziaria e dalle procedure operative di quell’organizzazione. La blockchain può continuare a funzionare correttamente anche mentre un intermediario subisce problemi tecnici o finanziari.

Rischi degli smart contract

Nel mondo Web3 un protocollo può contenere errori di programmazione o vulnerabilità sfruttabili dagli aggressori. La presenza di uno smart contract sulla blockchain non garantisce automaticamente che il codice sia privo di errori o che il progetto sia affidabile.

Quanto sono sicuri Bitcoin e criptovalute?

Non esiste una risposta unica. La sicurezza deve essere analizzata su livelli differenti.
La rete Bitcoin possiede una propria architettura di sicurezza basata sulla Proof of Work, sulla verifica indipendente effettuata dai nodi e sull’elevata quantità di risorse necessarie per alterare la storia consolidata della blockchain.

Ma un utente può comunque perdere bitcoin se:

  • comunica la propria seed phrase;
  • installa malware;
  • utilizza un sito di phishing;
  • firma una transazione malevola;
  • perde definitivamente le chiavi;
  • affida i fondi a un intermediario che viene compromesso.

Lo stesso principio vale per altre criptovalute: sicurezza del protocollo, sicurezza dell’applicazione e sicurezza dell’utente sono problemi distinti.

Il consumo energetico di Bitcoin è uno svantaggio?

La Proof of Work richiede attività computazionale e, di conseguenza, consumo di energia elettrica. È uno degli aspetti più discussi del sistema Bitcoin.
Da una parte, il consumo energetico è parte del meccanismo economico che rende costoso tentare di manipolare la rete. Dall’altra, genera interrogativi sull’efficienza e sull’impatto ambientale del mining.

La valutazione dell’impatto dipende anche dal tipo di fonti energetiche utilizzate, dalla localizzazione dei miner e dall’efficienza dell’hardware. Altre blockchain utilizzano meccanismi di consenso differenti, come la Proof of Stake, che presentano caratteristiche energetiche e di sicurezza diverse.

Bitcoin e criptovalute sono regolamentati nell’Unione europea?

Sì, ma non tutto il settore è regolato nello stesso modo. Il principale riferimento europeo è il Regolamento MiCA, cioè il regolamento europeo numero 1114 del 2023 sui mercati delle cripto-attività.

Le disposizioni dedicate agli asset-referenced token e agli e-money token sono applicabili dal 30 giugno 2024, mentre il resto del regime MiCA è applicabile in generale dal 30 dicembre 2024.
Il periodo transitorio previsto a livello europeo per i crypto-asset service provider già operativi secondo le precedenti discipline nazionali è terminato il 1 luglio 2026.
Nel 2026 un utente dell’Unione europea dovrebbe quindi verificare che il provider con cui intende operare sia autorizzato a fornire i relativi servizi nell’UE.

ESMA mette a disposizione un registro dei crypto-asset service provider autorizzati e delle altre informazioni previste da MiCA. Il regolamento introduce, tra l’altro, requisiti relativi a:

  • autorizzazione dei fornitori di servizi;
  • informazioni ai clienti;
  • custodia degli asset;
  • gestione dei conflitti di interesse;
  • requisiti organizzativi;
  • comunicazioni commerciali;
  • emissione di specifiche categorie di crypto-asset.

MiCA non significa però che ogni crypto-asset sia sicuro né che ogni perdita sia garantita o rimborsata. Le autorità europee continuano infatti a ricordare che il settore presenta rischi elevati e che il livello di protezione può variare in base al prodotto e al servizio utilizzato.

Che cosa cambia per le stablecoin con MiCA?

MiCA dedica regole specifiche agli asset-referenced token e agli e-money token.
Nel 2026 questo aspetto è diventato particolarmente rilevante per gli utenti europei perché i fornitori autorizzati devono verificare anche la conformità dei servizi collegati alle stablecoin.

ESMA ha chiarito nell’ottobre 2026 che i crypto-asset service provider autorizzati devono cessare di offrire ai clienti dell’Unione europea i servizi soggetti a MiCA relativi a stablecoin non conformi ai requisiti del regolamento.

La disponibilità di una determinata stablecoin su una piattaforma internazionale non significa quindi automaticamente che possa essere offerta allo stesso modo ai clienti europei.

Come ridurre i rischi quando si utilizzano criptovalute

Non esiste una procedura capace di eliminare ogni rischio, ma alcune precauzioni possono ridurre l’esposizione.

  • Comprendere l’asset: evitare di acquistare una criptovaluta soltanto perché il prezzo sta aumentando o perché viene promossa sui social;
  • Verificare il provider: nell’Unione europea controllare lo status dell’operatore nel registro previsto da MiCA;
  • Proteggere gli account: utilizzare password uniche e autenticazione multifattoriale;
  • Proteggere la seed phrase: non comunicarla a terzi e non inserirla in pagine raggiunte tramite link ricevuti;
  • Controllare indirizzo e rete: prima di effettuare un trasferimento verificare compatibilità e destinazione;
  • Valutare una transazione di prova: per trasferimenti importanti può essere utile inviare inizialmente una piccola quantità, quando costi e caratteristiche della rete lo consentono;
  • Aggiornare dispositivi e software: utilizzare wallet e applicazioni provenienti da fonti affidabili;
  • Diffidare dai rendimenti garantiti: l’esistenza di una criptovaluta non rende legittimo il progetto che la utilizza;
  • Comprendere il modello di custodia: sapere chi controlla effettivamente le chiavi.

Bitcoin e criptovalute: opportunità tecnologica o investimento rischioso?

Le due dimensioni possono coesistere. Bitcoin ha dimostrato che è possibile creare una rete globale per il trasferimento di valore senza un’autorità centrale che registri ogni operazione.
Le tecnologie blockchain hanno successivamente permesso di sviluppare smart contract, tokenizzazione, applicazioni decentralizzate e nuovi modelli di infrastruttura digitale.

Questo potenziale tecnologico non elimina però il rischio finanziario.
Una tecnologia può essere innovativa senza che ogni token costruito su di essa rappresenti un investimento valido. Allo stesso modo, il successo di Bitcoin non garantisce il successo di altre criptovalute.

Prima di acquistare un crypto-asset è quindi necessario separare almeno tre domande:

  • la tecnologia funziona?
  • il progetto è affidabile?
  • il prezzo attuale rappresenta un investimento sostenibile rispetto al rischio?

Sono domande differenti e richiedono valutazioni differenti.

Domande frequenti su Bitcoin e criptovalute

Che differenza c’è tra Bitcoin e criptovalute?

Bitcoin è una specifica criptovaluta. Il termine criptovalute indica invece una categoria molto più ampia di asset digitali che possono utilizzare tecnologie e modelli economici differenti.

Bitcoin è una moneta?

Bitcoin può essere utilizzato per trasferire valore e in alcuni contesti come mezzo di pagamento, ma non è una valuta avente corso legale generale paragonabile all’euro. Le sue caratteristiche economiche e giuridiche sono differenti dalle valute emesse dalle banche centrali.

Bitcoin è sicuro?

La rete Bitcoin utilizza un sistema decentralizzato e Proof of Work per proteggere il registro delle transazioni. Ciò non impedisce però furti derivanti da malware, phishing, perdita delle chiavi o compromissione di exchange e wallet.

Bitcoin può essere hackerato?

È necessario distinguere la rete Bitcoin dai sistemi che interagiscono con essa. Compromettere un exchange o rubare una chiave privata non significa aver violato il protocollo Bitcoin.

Bitcoin protegge dall’inflazione?

Bitcoin possiede un’offerta massima programmata, ma il suo prezzo può variare notevolmente. Non esiste quindi una garanzia che conservi il potere d’acquisto o protegga automaticamente dall’inflazione.

Quanti bitcoin possono esistere?

Il protocollo prevede un’offerta massima di circa 21 milioni di bitcoin. L’emissione dei nuovi BTC diminuisce progressivamente attraverso gli halving.

Che cos’è una stablecoin?

È un crypto-asset progettato per mantenere un valore relativamente stabile rispetto a un riferimento, spesso una valuta tradizionale. Le stablecoin presentano comunque rischi legati all’emittente, alle riserve, alla tecnologia e alla possibilità di perdere l’ancoraggio.

Le criptovalute sono legali nell’Unione europea?

Il possesso e l’utilizzo di crypto-asset non sono vietati in via generale nell’Unione europea. Una parte significativa del mercato è disciplinata dal Regolamento MiCA, che stabilisce regole per emittenti e fornitori di servizi. Occorre comunque verificare il singolo prodotto, il servizio utilizzato e l’autorizzazione dell’operatore.

Come verificare se un exchange è autorizzato in Europa?

ESMA mette a disposizione il registro MiCA dei crypto-asset service provider autorizzati. Prima di affidare fondi o criptovalute a un intermediario è opportuno verificare sia l’entità giuridica sia i servizi per i quali risulta autorizzata.

È meglio conservare le criptovalute su un exchange o in un wallet?

Non esiste una soluzione universalmente migliore. Un exchange riduce alcune difficoltà operative ma introduce rischio di controparte. La self-custody elimina la dipendenza dal custode ma rende l’utente direttamente responsabile della sicurezza delle chiavi e della recovery phrase.

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