Le novità della legge 70/2024
In un momento storico come quello in cui viviamo, nel quale bullismo e cyberbullismo sono purtroppo ormai ampiamente diffusi, l’introduzione della Legge 70/2024 non stupisce affatto. Oggi i rischi viaggiano in maniera veloce e sono a portata di pc e smartphone. Ne consegue che, a causa della continua fruibilità che caratterizza questi dispositivi, i ragazzi sono costantemente a rischio. Era quindi necessario un intervento normativo aggiornato.
In realtà, esisteva già una legge, la Legge 71/2017, che mirava a tutelare dal bullismo e dal cyberbullismo. Negli anni, tuttavia, questa norma ha mostrato i suoi limiti nel contrasto ai fenomeni e nella protezione garantita ai giovani. La nuova normativa non si limita alle definizioni, ma offre spunti per la prevenzione e il contrasto.
Il quadro normativo precedente: dalla Legge 71/2017 alla Legge 70/2024
Per cercare di comprendere appieno le novità che la Legge 70/2024 ha portato con sé, dobbiamo però analizzare più in dettaglio il quadro normativo precedente.
Dobbiamo, cioè, partire dalla Legge 71/2017, che possiamo considerare a pieno titolo come il primo passo della normativa italiana per affrontare bullismo e cyberbullismo.
Eppure, uno dei limiti di questa legge, nonostante le innegabili innovazioni, è che si concentrava soprattutto sul cyberbullismo. In altre parole, nonostante il loro innegabile legame, il bullismo tradizionale veniva tralasciato.
Ma il limite maggiore riguardava soprattutto le applicazioni concrete. Le istituzioni scolastiche, in molti casi, non riuscivano a trasformare in azioni le proposte della norma. I limiti toccavano sia le risorse economiche, sia la formazione specifica necessaria per gli interventi, formazione che tuttavia mancava.
La legge 70/2024 nasce dall’analisi dei limiti precedenti. Di fatto non cancella la vecchia normativa, ma serve a integrarla e a potenziare gli interventi.
Legge 70/2024 per prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo: gli obiettivi
A differenza della precedente normativa, la Legge 70/2024 chiarisce adeguatamente gli obiettivi, che hanno a che fare con contrasto e prevenzione. È inoltre chiaro che il focus principale è rappresentato dalla protezione dei minori.
Gli obiettivi principali sono chiari già fin dal primo punto, che afferma che la norma “è volta a prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni, in particolare con azioni di carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti”.
Non ci si limita dunque alla tutela delle vittime di bullismo e cyberbullismo, ma si tiene conto anche dei cosiddetti bulli.
Inoltre, anche se l’attenzione si concentra soprattutto sulla tutela dei minori, la legge assicura “l’attuazione degli interventi, senza distinzione di età, nell’ambito delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni degli enti locali, sportive e del Terzo settore”.
L’aggiornamento delle definizioni
La Legge 70/2024 ha inoltre provveduto all’aggiornamento delle definizioni di bullismo e cyberbullismo.
Il bullismo non viene più considerato solo come un insieme di atti fisici o verbali ripetuti nel tempo, ma come “l’aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, in danno di un minore o di un gruppo di minori, idonee a provocare sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all’autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni”.
Il cyberbullismo viene invece inquadrato come un fenomeno che sfrutta le potenzialità del digitale per amplificare il danno.
Il ruolo delle istituzioni scolastiche nella protezione dei minori
La legge 70/2024 attribuisce alle istituzioni scolastiche un ruolo ancora più centrale nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.
Vengono ora chiariti degli strumenti operativi che rendano a tutti gli effetti la scuola un presidio in lotta contro la violenza tra pari. La prevenzione di bullismo e cyberbullismo diventa per questo obbligatoria all’interno del progetto educativo d’istituto.
È richiesto inoltre a ogni scuola un tavolo permanente di monitoraggio, che conti al suo interno sia dei rappresentanti di studenti e insegnanti, sia dei portavoce delle famiglie e degli esperti di settore.
Stando alle nuove disposizioni della Legge 70/2024, poi, quando un dirigente scolastico verrà a conoscenza di atti di bullismo e cyberbullismo dovrà agire.
Innanzitutto, il dirigente dovrà informare le famiglie, avviando iniziative educative nei confronti dei coinvolti. In casi gravi, se le iniziative educative della scuola non dovessero sortire effetti, è compito del dirigente scolastico interpellare le autorità competenti, al fine di attivare misure rieducative consone.
In questi casi gravi, potrà cioè intervenire il Tribunale per i Minorenni, per attivare progetti rieducativi e riparativi, di concerto con gli assistenti sociali.
La Giornata del rispetto
In ambito scolastico, la Legge 70/2024 ha introdotto anche la Giornata del rispetto, che serve a commemorare Willy Monteiro Duarte.
Ogni anno, il 20 gennaio, nelle scuole dovranno essere organizzate attività atte a promuovere il rispetto verso l’altro. Inoltre, verranno previste anche attività contro la violenza, sia psicologica che fisica, e la discriminazione.
Legge 70/2024 e supporto psicologico alle vittime
Una delle grandi novità introdotte dalla Legge 70/2024 è che ha introdotto il potenziamento del supporto psicologico alle vittime. Un aspetto che la normativa precedente, purtroppo, non prevedeva.
Con la nuova legge, le Regioni possono attivare, di concerto con le istituzioni scolastiche, un apposito servizio di assistenza.
Il supporto psicologico garantito mira a prevenire il disagio, ma garantisce anche attività di formazione destinate agli studenti. Le nuove introduzioni prevedono inoltre l’importantissimo aiuto delle famiglie degli studenti, che per la prima volta vengono coinvolte in prima persona.
Le punizioni per i bulli
La Legge 70/2024 prevede infine punizioni per chi si macchia di bullismo e cyberbullismo. Il trattamento è però diverso a seconda dell’età.
Per i minori sotto i 14 anni, è previsto che a risponderne siano i genitori.
Tuttavia, nel caso di aggressori con età superiore ai 14 anni, la nuova legge considera bullismo e cyberbullismo dei reati, che possono essere puniti con la reclusione da uno a sette anni.
Sono infine previste delle conseguenze anche per i testimoni. Chi assiste e non denuncia, per legge può essere punito con la reclusione dai sei mesi ai tre anni.
