Le novità della legge 70/2024
In un momento storico nel quale bullismo e cyberbullismo hanno assunto forme sempre più complesse, anche attraverso social network, chat e altri strumenti digitali, l’introduzione della Legge 70/2024 ha rafforzato il quadro italiano di prevenzione e contrasto.
La normativa non nasce da zero. Il punto di partenza resta infatti la Legge 71/2017, che aveva introdotto specifiche misure a tutela dei minori contro il cyberbullismo. La Legge 70/2024 amplia però l’impostazione precedente, includendo espressamente anche il bullismo tradizionale e rafforzando il ruolo di scuole, famiglie, servizi territoriali e istituzioni.
La legge è entrata in vigore il 14 giugno 2024 e interviene soprattutto su prevenzione, educazione, procedure scolastiche, sostegno ai minori e strumenti rieducativi.
Il quadro normativo precedente: dalla Legge 71/2017 alla Legge 70/2024
Per comprendere le novità introdotte dalla Legge 70/2024 è utile partire dalla Legge 71/2017. Quella normativa rappresentava il primo intervento organico italiano specificamente dedicato alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo tra minori.
Il suo focus principale era però il fenomeno digitale.
La riforma del 2024 amplia invece espressamente l’ambito anche al bullismo, riconoscendo che aggressioni fisiche, verbali, relazionali e digitali possono essere strettamente collegate.
La Legge 70/2024 non abroga quindi la disciplina precedente, ma la modifica e la integra, rafforzando soprattutto gli strumenti educativi, organizzativi e di prevenzione. Per una panoramica generale del fenomeno puoi consultare anche l’approfondimento su cyber bullismo, cyberbullismo e bullismo online.
Legge 70/2024: gli obiettivi principali
Uno degli aspetti centrali della riforma è l’estensione esplicita della tutela a bullismo e cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni.
La legge privilegia interventi di carattere preventivo, formativo ed educativo e pone particolare attenzione ai minori sia quando sono vittime sia quando sono responsabili di condotte illecite.
L’intervento non riguarda soltanto la scuola. La normativa richiama anche enti locali, organizzazioni sportive, Terzo settore e soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale.
L’aggiornamento delle definizioni
La Legge 70/2024 introduce una definizione normativa espressa di bullismo.
Per bullismo si intendono aggressioni o molestie reiterate compiute da una singola persona o da un gruppo ai danni di un minore o di più minori, idonee a provocare ansia, timore, isolamento o emarginazione attraverso comportamenti vessatori, violenze fisiche o psicologiche, minacce, ricatti, offese, derisioni, furti o danneggiamenti.
La definizione di cyberbullismo, già presente nella Legge 71/2017, resta invece centrata sulle condotte realizzate per via telematica: pressioni, aggressioni, molestie, ricatti, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione o trattamento illecito di dati personali e diffusione di contenuti diretti a isolare o danneggiare il minore.
Il ruolo delle istituzioni scolastiche
Uno dei punti più rilevanti della Legge 70/2024 riguarda il rafforzamento del ruolo delle istituzioni scolastiche.
Ogni istituto deve adottare un codice interno per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo e istituire un tavolo permanente di monitoraggio composto da rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie ed esperti di settore.
Le scuole devono inoltre recepire nel proprio regolamento le procedure previste dalle linee di orientamento ministeriali e individuare un docente referente incaricato di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto.
La normativa attribuisce quindi alla scuola una funzione non soltanto reattiva, ma anche preventiva e organizzativa.
Cosa deve fare il dirigente scolastico
Quando il dirigente scolastico viene a conoscenza di episodi di bullismo o cyberbullismo che coinvolgono studenti dell’istituto, deve applicare le procedure previste dalle linee di orientamento.
Deve inoltre informare tempestivamente i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale e promuovere iniziative educative rivolte ai minori coinvolti, eventualmente includendo anche il gruppo classe in percorsi di mediazione scolastica.
Nei casi più gravi, nelle condotte reiterate o quando gli interventi educativi non producono risultati, il dirigente riferisce alle autorità competenti anche ai fini dell’eventuale attivazione delle misure rieducative previste dalla normativa minorile.
La Giornata del rispetto
La Legge 70/2024 istituisce anche la Giornata del rispetto, celebrata il 20 gennaio, in memoria di Willy Monteiro Duarte.
L’obiettivo è promuovere nelle scuole attività dedicate al rispetto reciproco, al contrasto della violenza fisica e psicologica e alla prevenzione delle discriminazioni. L’iniziativa assume quindi una funzione educativa e simbolica all’interno della strategia nazionale contro bullismo e cyberbullismo.
Legge 70/2024 e sostegno psicologico agli studenti
Un’altra novità significativa riguarda il sostegno psicologico.
La legge prevede che le Regioni possano adottare iniziative affinché venga fornito alle scuole che ne facciano richiesta un servizio di sostegno psicologico agli studenti, anche attraverso convenzioni con gli Uffici scolastici regionali.
Il servizio è finalizzato a favorire lo sviluppo della personalità degli studenti e a prevenire fattori di rischio o situazioni di disagio, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie.
È importante però precisare che non si tratta di un servizio automaticamente garantito in ogni istituto: l’attivazione dipende dalle iniziative regionali e dalle risorse disponibili.
Il ruolo delle famiglie
La riforma rafforza anche il coinvolgimento delle famiglie.
La normativa richiama espressamente la responsabilità genitoriale nell’orientare i figli verso un utilizzo corretto delle tecnologie e nel presidiarne l’uso.
Nel contesto scolastico, inoltre, i genitori dei minori coinvolti devono essere tempestivamente informati quando il dirigente viene a conoscenza di episodi di bullismo o cyberbullismo.
Misure educative e rieducative per i minori
La Legge 70/2024 privilegia espressamente un approccio educativo e rieducativo.
I servizi territoriali possono promuovere progetti personalizzati sia per sostenere le vittime sia per rieducare i minori autori delle condotte, anche attraverso attività riparatorie o di utilità sociale.
Nei casi più gravi possono inoltre essere attivate le misure previste dalla disciplina sulla giustizia minorile.
Questo significa che la legge non guarda esclusivamente alla vittima, ma anche alla necessità di intervenire sul comportamento del minore responsabile.
Bullismo e cyberbullismo sono diventati nuovi reati?
No. La Legge 70/2024 non introduce un autonomo reato denominato “bullismo” o “cyberbullismo”.
Le singole condotte possono però integrare reati già previsti dall’ordinamento, a seconda delle modalità concrete: ad esempio minaccia, diffamazione, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, lesioni o altri illeciti.
La riforma interviene soprattutto sul piano della prevenzione, dell’organizzazione scolastica, delle misure educative e dell’ammonimento.
L’ammonimento per i minori sopra i 14 anni
La disciplina prevede inoltre la possibilità dell’ammonimento del questore per determinati fatti commessi da minorenni di età superiore a 14 anni nei confronti di altri minorenni, finché non sia stata proposta querela o presentata denuncia.
La Legge 70/2024 ha ampliato il perimetro delle fattispecie considerate dalla procedura, includendo anche l’articolo 612-ter del Codice penale. Il questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale.
Cosa cambia davvero con la Legge 70/2024
La principale novità della riforma non consiste quindi nell’introduzione di nuove pene generalizzate, ma nella costruzione di un sistema più ampio di prevenzione e intervento.
La legge:
- estende espressamente la disciplina anche al bullismo;
- introduce una definizione normativa del fenomeno;
- rafforza il ruolo delle scuole;
- prevede codici interni e tavoli permanenti di monitoraggio;
- rafforza il coinvolgimento delle famiglie;
- favorisce il sostegno psicologico e i percorsi rieducativi;
- istituisce la Giornata del rispetto;
- potenzia gli strumenti di coordinamento e monitoraggio.
Il tratto caratterizzante della Legge 70/2024 è quindi il passaggio da una disciplina concentrata prevalentemente sul cyber bullismo a un sistema che affronta in modo coordinato bullismo, cyberbullismo, scuola, famiglia e territorio.
